Città del Vaticano , sabato, 10. gennaio, 2026 14:00 (ACI Stampa).
“Sono trascorsi otto secoli dalla morte del Poverello d’Assisi che ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo. Nel ricordare la significativa ricorrenza dell’VIII Centenario del suo Transito, desidero unirmi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana e a quanti prenderanno parte alle manifestazioni commemorative, auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società”. Lo scrive Papa Leone XIV nella lettera inviata ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana in occasione dell'apertura dell' VIII Centenario della morte di San Francesco d'Assisi.
Con il saluto “Il Signore ti dia pace”, San Francesco – sottolinea il Papa – “consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno”.
Il “Pace a voi” di Gesù “non è una formula di cortesia, ma l’annuncio certo della vittoria di Cristo sulla morte. In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace”.
“La visione francescana della pace – conclude Papa Leone XIV - non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco, che chiama il sole «fratello» e la luna «sorella», che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Tale intuizione risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento. La pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato sono dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale. Possa l’esempio e l’eredità spirituale di questo Santo, suscitare in tutti l’importanza di confidare nel Signore, di spendersi in una esistenza fedele al Vangelo, di accettare e illuminare con la fede e con la preghiera ogni circostanza e azione della vita”
Il Papa, infine, consegna ai Ministri Generali una preghiera:




