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La pace? Si potrebbe costruire come una architettura

La proposta dell'Institute for Advanced Studies and Cooperation

La riunione IASC in Vaticano nel novembre del 2023 |  | IASC
La riunione IASC in Vaticano nel novembre del 2023 | IASC
La riunione IASC in Vaticano nel novembre del 2023 |  | IASC
La riunione IASC in Vaticano nel novembre del 2023 | IASC

Negli ultimi anni grazie alla collaborazione con la Santa Sede, si è sviluppato un progetto dell’Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC) e di IASC World Changers  che ha riunito leader spirituali, giuristi, scienziati, decisori pubblici e innovatori attorno a una domanda cruciale: è possibile costruire un’architettura costituzionale garantista globale capace di governare le nuove tecnologie al servizio della pace e della fioritura dell’umanità?

A presentare lo sviluppo del progetto al Cardinale Pietro Parolin è stato il Professore Gabriele Andreoli, presidente dell’Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC) e fondatore di IASC World Changers che ha presentato a Sua Eminenza un progetto dal titolo: Un costituzionalismo globale per la pace nell’era delle tecnologie del potere. "Ho voluto sottoporre a Sua Eminenza non una proposta di potere, ma una richiesta di guida. La lettera che ho consegnato esprime la convinzione che siamo giunti a un passaggio storico: la possibilità concreta di costruire un costituzionalismo garantista e federale mondiale, orientato alla pace, alla dignità della persona e alla prevenzione strutturale della violenza".

Consegnato anche un volume "Costituzionalismo federale mondiale e tecnologie del potere nell’era quantistica. Un compendio etico-garantista per la pace mondiale, scritto insieme ad Alberto Contu e strutturato sull’impianto teorico del Luigi Ferrajoli.

Ma come è nato il progetto? "Il cammino è iniziato alcuni anni fa alla Casina Pio IV, con IASC World Changers. In quel contesto abbiamo avviato un dialogo interdisciplinare stabile, incontrando leader religiosi, rappresentanti istituzionali, accademici e innovatori da diverse parti del mondo.

Tuttavia, l’incontro ha avuto un valore particolare: sono andato non per presentare un progetto già definito, ma per chiedere che questo cammino possa essere studiato, accompagnato e moralmente orientato sotto la guida della Santa Sede e, se possibile, con la benedizione del Santo Padre".

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Ma in cosa consiste? Spiega Andreoli: "nell’idea che la pace non possa più essere affidata solo alla buona volontà dei singoli o agli equilibri instabili della geopolitica. Deve diventare struttura, diritto, architettura istituzionale".

E qual è la dimensione spirituale in questo progetto?

"Un ruolo essenziale. La tecnologia, senza una bussola morale e spirituale, diventa pericolosa. Al centro di tutto deve restare la persona umana, nella sua capacità di discernere, decidere e assumersi responsabilità, anche in relazione a Dio e alla dimensione trascendente della vita".

 
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