Città del Vaticano , giovedì, 22. gennaio, 2026 10:00 (ACI Stampa).
Una famiglia che attraversa un confine. Quello tra violenza e pace. É la sintesi del quadro che Alessandro Fantera ha realizzato per il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Un olio si tela, concepito in stretta collaborazione con lo scrittore Francesco Lisbona, curatore dell’artista, la critica d’arte Milena Naldi e l’architetto Pierluigi Cervellati.
L’opera è stata presentata ufficialmente il 16 gennaio scorso, a conclusione dell’Anno Santo, alla presenza del Cardinale Michael Czerny SJ, Prefetto del Dicastero, di Mons. Jozef Barlaš e del Cardinale Fabio Baggio, Sottosegretari dello stesso organismo vaticano.
Il dipinto è collocato a Palazzo di San Callisto.
La Famiglia Esule raffigura la fuga in Egitto della Sacra Famiglia, reinterpretata e simbolicamente ambientata nel contesto contemporaneo della Striscia di Gaza. Fantera sceglie consapevolmente di confrontarsi con il dolore, lo sradicamento e la precarietà, restituendo alla scena evangelica tutta la sua urgenza umana e morale. Il suo linguaggio pittorico dialoga con i temi centrali del nostro tempo - accoglienza, speranza, responsabilità collettiva - inserendo l’opera in una riflessione più ampia sui grandi sconvolgimenti del mondo contemporaneo.
É una narrazione corale e simbolica ambientata in un paesaggio arido e fratturato, attraversato da un corso d’acqua centrale che divide fisicamente e concettualmente la scena. Particolarmente significativa è la gestione del colore: la tavolozza alterna i toni caldi e terrosi della terra ai blu profondi e drammatici del cielo, creando un contrasto di forte intensità emotiva e spirituale. La luce, diffusa ma selettiva, separa i piani narrativi e sottolinea i nodi teologici e simbolici della scena, mentre il paesaggio diventa spazio mentale oltre che fisico, rafforzando il carattere meditativo e sacrale dell’opera.






