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Poste Vaticane, un francobollo per l’Ucraina

Un francobollo dedicato all’anniversario del ritorno della sede della Chiesa Greco-Cattolica ucraina a Kyiv. L’uscita il prossimo 26 febbraio

Cattedrale della Resurrezione | La cattedrale della Resurrezione a Kyiv, stampata sul francobollo per l'Ucraina in uscita il 26 febbraio 2026 | Poste Vaticane Cattedrale della Resurrezione | La cattedrale della Resurrezione a Kyiv, stampata sul francobollo per l'Ucraina in uscita il 26 febbraio 2026 | Poste Vaticane

La decisione delle Poste Vaticane di dedicare un francobollo alla Chiesa greco-cattolica ucraina, in uscita il prossimo 26 febbraio, ha un grande valore simbolico. Prima di tutto perché il francobollo, in maniera forse unica, celebra un anniversario particolare, ovvero il ritorno della Chiesa greco-cattolica ucraina alla sede madre di Kyiv, avvenuto nel 2005 (lo scorso anno si è celebrato il ventennale) al termine di un percorso che aveva visto la più grande delle Chiese sui iuris uscire dalle catacombe cui l’aveva confinata la dominazione russa. E poi perché il francobollo rappresenta anche un segno di vicinanza all’Ucraina ancora colpita da venti di guerra, con un particolare omaggio alla Chiesa greco-cattolica che, nonostante la diaspora, ha mantenuto una forte identità.

Fatto sta che il Programma filatelico vaticano 2026 si arricchisce di questo nuovo pezzo, da conservare e tramandare. Nel raccontare la decisione di dedicare un francobollo all’anniversario del trasferimento della sede della Chiesa greco-cattolica ucraina, le Poste Vaticane hanno ricordato anche le parole dell’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, nunzio apostolico in Ucraina, lo scorso 17 agosto alle celebrazioni. “È un dono di Dio – ha detto il nunzio - il fatto che la sede del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina e la Metropolia di Kyiv siano nella capitale, perché se non fosse stato così, egli avrebbe perso qualcosa di importante. E tutta la Chiesa cattolica senza la Chiesa greco-cattolica ucraina avrebbero perso molto”.

Il francobollo (a cui sarà affiancato anche un mini-folder), in uscita il 26 febbraio, raffigura la nuova Cattedrale Patriarcale della Risurrezione di Cristo di Kyiv, consacrata nel 2013. L’immagine scelta mostra i contorni della facciata, priva di illuminazione per effetto della guerra in corso: il chiarore diffuso del cielo sullo sfondo suggerisce un richiamo a guardare, con speranza, oltre la drammaticità del momento attuale.

Nel 2004, l’allora capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Lubomyr Husar prese una decisione, approvata dal Sinodo dei vescovi e benedetta dal Papa, di restituire a Kyiv la Sede dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa di Leopoli. La data ufficiale del ritorno è stata il 21 agosto 2005. Da questo giorno in poi, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina viene indicato come l’Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč.

Da allora, lo sviluppo attivo della Chiesa greco-cattolica ucraina è iniziato nel territorio della “Grande” Ucraina. Durante l’ultima riorganizzazione della Chiesa alla fine del 2011, all’interno dell’Ucraina sono state create tre nuove metropoli, tutte situate nella parte occidentale del paese e che coprono, oltre a tre galiziane, due regioni adiacenti.

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Lubomir Husar ha chiamato il ritorno del capo della Chiesa a Kyiv e l’erezione della Cattedrale patriarcale della Risurrezione sulle rive del Dnipro, il simbolo della “nostra unione interiore”.

“La storia della nostra Chiesa, – aveva dichiarato Sua Beatitudine Lubomyr, ai mass media, – risale a 1025 anni dopo il Battesimo di Kyivan Rus. Nel 1596 parte della Chiesa si unì all’Unione di Brest. Abbiamo sempre mantenuto contatti sia con il Patriarca di Costantinopoli che con la Sede Apostolica. Da un lato, è stata una benedizione per noi e, dall’altro, ha portato alla separazione nella Chiesa ortodossa. Da allora, entrambe le nostre Chiese si sono sviluppate in modo indipendente in tutta l’Ucraina. Quindi, dopo la divisione della Polonia, le terre ad est di Zbruč caddero nelle mani dell’Impero russo, che cercò di liquidare la nostra Chiesa. Ciò portò al trasferimento del nostro metropolita di allora a Leopoli (1806), nel territorio della monarchia asburgica, dove potevamo svilupparci liberamente. Il trasferimento del capo della Chiesa greco-cattolica ucraina da Leopoli a Kyiv nel 2005 è stato un ritorno allo stato che aveva avuto luogo prima della divisione. La Chiesa greco-cattolica ucraina non è una realtà dell’Ucraina occidentale, ma di tutta l’Ucraina”.

 

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