La decisione delle Poste Vaticane di dedicare un francobollo alla Chiesa greco-cattolica ucraina, in uscita il prossimo 26 febbraio, ha un grande valore simbolico. Prima di tutto perché il francobollo, in maniera forse unica, celebra un anniversario particolare, ovvero il ritorno della Chiesa greco-cattolica ucraina alla sede madre di Kyiv, avvenuto nel 2005 (lo scorso anno si è celebrato il ventennale) al termine di un percorso che aveva visto la più grande delle Chiese sui iuris uscire dalle catacombe cui l’aveva confinata la dominazione russa. E poi perché il francobollo rappresenta anche un segno di vicinanza all’Ucraina ancora colpita da venti di guerra, con un particolare omaggio alla Chiesa greco-cattolica che, nonostante la diaspora, ha mantenuto una forte identità.
Più si avvicina l'inizio del Giubileo
Il vostro lavoro "si apre alle necessità di innumerevoli persone disseminate nel mondo intero. Proprio per questa ragione, il Vaticano e la Santa Sede riconoscono l’importante funzione dei mezzi di comunicazione e degli Organismi internazionali che incoraggiano la comunicazione. Il vostro lavoro quotidiano, anche se apparentemente umile, è quanto mai necessario per il buon funzionamento dello Stato della Città del Vaticano. Esso si pone al servizio dell’attività del Successore di Pietro, assicurando la libertà di comunicazione e di espressione, attraverso una rete fisica, dotata di moderni e funzionali strumenti". Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo stamane in udienza il personale del Servizio Poste Vaticane e del Servizio Telefoni Vaticani della Direzione delle Telecomunicazioni.