Milano , venerdì, 30. gennaio, 2026 9:00 (ACI Stampa).
Athletica Vaticana, la prima e ufficiale associazione sportiva della Santa Sede, sarà presente ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Più di tutto Athletica Vaticana si farà portavoce dei valori universali dello sport: fraternità, rispetto, disciplina e pace. Ieri sera l’associazione ha partecipato ad un grande evento: la consegna ufficiale della “Croce olimpica e paralimpica degli sportivi”. Infatti, nella Basilica di San Babila a Milano, l’Arcivescovo Monsignor Mario Delpini ha presieduto la Messa durante la quale è stata ufficialmente accolta nell'Arcidiocesi Ambrosiana la Croce degli Sportivi. Il Presidente di Athletica Vaticana Giampaolo Mattei racconta ad ACI stampa cosa rappresenta questa Croce, poi il programma previsto a Milano, ma non solo, anche i progetti futuri, non dimenticando mai che lo sport è scuola di vita e strumento di dialogo per l’umanità. Soprattutto in questi tempi complicati.
Athletica Vaticana, l’associazione polisportiva ufficiale della Santa Sede, sarà presente ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Con quali modalità e in quale veste avverrà la partecipazione?
Nello stile semplice del servizio, della condivisione di amicizia, della fraternità che lo sport suggerisce. Il segno chiaro della nostra presenza è la “Croce olimpica e paralimpica degli sportivi” che, affidata ad Athletica Vaticana lo scorso 14 giugno al Giubileo dello sport, è stata consegnata il 29 gennaio all’arcidiocesi di Milano. Per tutta la durata dei Giochi resterà nella basilica di San Babila che sarà la “chiesa degli sportivi”. Tanto che le celebrazioni domenicali dell’8 e 15 febbraio e del 15 marzo saranno in varie lingue (inglese, francese, tedesco e italiano) proprio per consentire la partecipazione ai componenti delle delegazioni internazionali e anche a turisti e tifosi. Questo stile di presenza rilancia lo sport anche come “scuola spirituale” che ci mette in rapporto con le grandi domande di senso della vita, aprendo alla dimensione di trascendenza con il suo essere biologicamente laboratorio comunitario. Insomma lo sport ha una dimensione materiale, fisica, ma è altrove - nell’anima - il suo significato. Ecco il contributo che, umilmente, Athletica Vaticana cerca sempre di vivere e di testimoniare nel mondo dello sport, ai livelli più alti e tra gli amatori.
Lo sport è portatore di valori fondamentali come lealtà, rispetto delle regole, disciplina e spirito di squadra. In che modo Athletica Vaticana ritiene che grandi eventi come i Giochi Olimpici possano riflettere anche valori di ispirazione cristiana, o comunque principi umani condivisi?
L’Italia ospita Giochi in tempo guerra. Così come nell’ultima edizione estiva a Parigi 2024, tocca per forza fare i conti con conflitti, tensioni e ingiustizie — anche a riflettori spenti — su scala mondiale. Un segno particolarmente significativo di Olimpiadi e Paraliampidi è la tregua olimpica: i precedenti Giochi invernali — a Pechino 2022 — dovettero fare i conti con l’invasione russa in Ucraina, il 24 febbraio, avvenuta proprio nel periodo della tregua olimpica. Siamo ora nel tempo della tregua che l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato il 19 novembre, nel corso della 80ª sessione. Hanno aderito 165 Paesi. Nella speranza che lo sport possa essere un originale canale anche diplomatico per saltare ostacoli apparentemente insormontabili. Il testo della risoluzione - intitolato “Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l’ideale olimpico” - invita i Paesi a osservare la tregua a partire da sette giorni prima dell’inizio delle Olimpiadi (6-22 febbraio) fino a sette giorni dopo la fine delle Paralimpiadi (6-15 marzo), garantendo «il passaggio sicuro e la partecipazione di atleti e ufficiali». Inoltre «invita tutti gli Stati membri a cooperare» perché lo sport sia «strumento per promuovere la pace, il dialogo, la tolleranza e la riconciliazione nelle aree di conflitto durante e oltre il periodo dei Giochi olimpici e paralimpici». Olimpiadi e Paralimpiadi sono anzitutto storie di donne e di uomini che non riescono a fermare guerre ma suggeriscono la possibilità di un’umanità più fraterna. Attraverso il linguaggio del dialogo sportivo, popolare e a tutti comprensibile. In particolare da Monaco 1972, con la sanguinosa incursione terroristica, la priorità per i Giochi è la sicurezza. Poi la serie di boicottaggi, e anche la pandemia, hanno reso sempre più fragile l’esperienza olimpica e paralimpica. Eppure, rifacendosi senza utopie all’antica Grecia, lo sport ha in sé una proposta di pace, un’opportunità di speranza. “Insieme”: questa parola è stata aggiunta – ai Giochi di Tokyo nel 2021 - al celebre motto olimpico coniato per Pierre de Coubertin dal domenicano francese Henri Didon (“Più veloce, più in alto, più forte”). “Communiter - together - ensemble”: come a dire “o tutti insieme o non funzionerà!”.






