Città del Vaticano , mercoledì, 4. febbraio, 2026 10:19 (ACI Stampa).
L'aula Paolo VI è gremita anche in questo mercoledì, giorno di udienza generale. Il papa continua il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, concentrando la sua meditazione sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum, una Costituzione conciliare che ancora “continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo”, così papa Leone XIV.
"I testi biblici non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtà quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non s'intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dall'altro è un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, così, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura" commenta il pontefice.
Parla di Sacra Scrittura, papa Leone XIV: in questa, si “rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino”. Si addentra poi nel tema del rapporto tra testi e “Autore divino e gli autori umani”. Per diversi secoli, molti teologi "si sono preoccupati di difendere l'ispirazione divina della Sacra Scrittura, quasi considerando gli autori umani solo come strumenti passivi dello Spirito Santo. In tempi più recenti, la riflessione ha rivalutato il contributo degli agiografi nella stesura dei testi sacri, al punto che il documento conciliare parla di Dio come «autore» principale della Sacra Scrittura, ma chiama anche gli agiografi «veri autori» dei libri sacri", spiega il papa.



