50 anni fa Paolo VI a Taranto, il Cardinale Parolin presiederà le celebrazioni

Il Cardinale Parolin e Papa Francesco
Foto: ACI Stampa
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“Desidero annunciare all’intera arcidiocesi che le celebrazioni del Cinquantesimo anniversario della visita di Paolo VI nella nostra città, si svolgeranno il 22 e 23 dicembre prossimi, e saranno presiedute dal Cardinale Segretario di Stato, Sua Eminenza Pietro Parolin”. Così nel giorno della Solennità dell’Immacolata Concezione l’Arcivescovo di Taranto, Monsignor Filippo Santoro. 

“Nel Natale 1968  - ha spiegato Monsignor Santoro -Paolo VI, oggi Santo, volle celebrare la messa della notte di Natale fra gli altoforni dello stabilimento siderurgico Italsider. Il Papa fece del capoluogo ionico il centro della cristianità mondiale per una notte che non possiamo dimenticare. Lasciò il Vaticano per incontrare il mondo del lavoro, con il quale desiderava riconfermare il dialogo e l’attenzione della Chiesa, vinse innumerevoli pregiudizi per compiere nella nostra terra un gesto profetico che ancora oggi può essere reso fruttuoso per noi che desideriamo farne memoria ed attualizzarlo. Quante cose sono cambiate da allora e quante sfide che non si conoscevano hanno caratterizzato e caratterizzano il capoluogo ionico”.

L’Arcivescovo Santoro ha invitato tutta l’Arcidiocesi “ad onorare la memoria del Santo Paolo VI in un impegno di dialogo tra le varie componenti del nostro territorio e portando la luce del Natale su tutti quei quesiti che fanno a parte delle nostre preghiere e delle nostre speranze: la vita, la salute, l’ambiente, il lavoro, la sicurezza. Vogliamo vivere questo evento con la gratitudine per il dono che riceviamo chiedendo che non si ripetano gli errori del passato e col cuore spalancato ad un futuro di maggiore armonia sociale e di crescita sostenibile nel rispetto della casa comune. Lo facciamo cinquant’anni dopo, confortati dal Santo Padre Francesco che ci invia il suo Segretario di Stato, lo viviamo con il Vangelo fra le mani e secondo il percorso tracciato dalla enciclica Laudato si’”.

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