A Palazzo Borromeo si parla di Francesco uomo del dialogo

Una suggestiva immagine di San Francesco fatta di fiori
Foto: CNA
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Si sta concludendo la settimana di San Francesco e una riflessione che intreccia storia e attualità può essere una buona occasione per vivere il mese di ottobre con una spinta missionaria.

Lo spunto arriva da una bellissima conferenza ospitata dalla Ambasciata italiana presso la Santa Sede e dell’ Ambasciatore Mancini. Una serata per parlare di Francesco, il santo, che ha fatto molto pensare a Francesco il Papa.

Incontro, accoglienza, misericordia, parole antiche che risuonano oggi ma he hanno ancora il sapore degli scritti dei Fioretti.

Ad accompagnare il viandante la professoressa Chiara Frugoni con la sua visione particolare del Santo di Assisi.

La anziana studiosa, di Francesco racconta solo alcuni aspetti che, si potrebbe dire, sono assai di moda. Ma del resto il santo di Assisi ha dovuto affrontare in 800 anni molte interpretazioni della sia breve e intensa vita.

Quello della Frugoni è un Francesco mediatore, dialogante, pacificatore un po’ troppo a scapito del Francesco mistico, spirituale, che vive grandi mortificazioni per mantenere fede e morale.

Interessante il confronto tra le vicende nel mondo islamico di Francesco e il viaggio appena concluso del Papa nel Caucaso islamico. Come Francesco d’ Assisi chiede agli islamici di  sentirsi tutti fratelli, fa anche Bergoglio, così come lo ha raccontato nella udienza generale, di ritorno dall’ Azerbaigian. 

Si percepisce nel ragionamento della Frugoni un certa distanza dalla vera vita della Chiesa cattolica, dalla quotidianità della fede e dei fedeli, ma la attenzione con cui rilegge testi e documenti e la sua passione iconografica sono una occasione per riprendere il mano i testi classici. La vita di Francesco di Tommaso da Celano magari, o più semplicemente i Fioretti e riscoprire il vero Francesco.

Francesco- ha detto l’ Ambasciatore Mancini-  è latore di un’umanità semplice, colma di gratitudine verso le meraviglie operate dal Signore, che scopre la grandezza della propria vocazione nella più totale povertà e semplicità. Il suo è un messaggio che più che mai conserva la propria vitalità nell’ “era della complessità”. E con un riferimento all’attualità ha ricordato che “oggi più che mai attuale la presa di coscienza, a livello di istituzioni politiche e di organismi internazionali, dell’urgenza della tematica ambientale che ha visto l’Europa e l’Italia in prima linea nella negoziazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Una presa di coscienza che deve coinvolgere tutti noi, ispirando i gesti quotidiani alla semplicità”. Mancini ha ricordato anche che proprio a Palazzo Borromeo sede dell’ Ambasciata c’è un fregio, che decora la fontana dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine con un verso di Francesco:" Sor Aqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta.”

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