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A Tel Aviv la pastorale per gli immigrati a "Nostra Signora del Valore"

Una celebrazione nel centro Nostra Signora del Valore |  | http://catholic.co.il/ Una celebrazione nel centro Nostra Signora del Valore | | http://catholic.co.il/

“ Nostra Signora del Valore” a Tel Aviv è un luogo singolare.Un luogo di incontro dove migranti di differenti confessioni possono incontrarsi per praticare la loro fede. A fianco alla stazione centrale della città israeliana si concentra la maggior parte delle attività della pastorale dei migranti.

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme racconta questa esperienza di una vera parrocchia per tutti dove tra venerdì sera e domenica mattina si celebrano sette messe festive, ciascuna delle quali frequentata da circa 400 fedeli. Dopo la messa i fedeli si riuniscono per un pasto conviviale, per non perdere l’opportunità di condividere la loro vita quotidiana con gli amici e gli altri membri della comunità.

Filippini, indiani, eritrei, cingalesi e sudanesi, tutti giungono per trovare un luogo di conforto spirituale. Il centro, vera e propria oasi per la formazione e l’aiuto sociale, offre inoltre corsi per bambini, che seguono il catechismo in lingua ebraica, lingua che parlano e che hanno appreso a leggere e scrivere a scuola. Cinquanta bambini faranno la prima comunione tra pochi giorni e venticinque riceveranno la cresima.

Il centro “Nostra Signora del Valore” è un luogo in cui reali sfide sociali sono affrontate quotidianamente, permettendo ai migranti di trovare una vita più dignitosa. Per fornire adeguata assistenza, padre David Neuhaus, vicario patriarcale latino e coordinatore della pastorale per i migranti, ha visitato le ong che lavorano con i migranti chiedendo come la Chiesa possa sostenere il loro lavoro.

Al fianco di padre David anche padre Mako, direttore e parroco di “Nostra Signora del Valore” che si spende per animare l’Anno della Misericordia, voluto da Papa Francesco ed ha organizzato due pellegrinaggi per permettere ai suoi parrocchiani di attraversare la porta santa di Betlemme e quella di Gerusalemme, “per consentire di sperimentare la misericordia e l’amore di Dio”.

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