Arcidiocesi di Colonia, comincia il tempo di riflessione del Cardinale Woelki

Come previsto, Papa Francesco nomina il vescovo ausiliare Steinhäuser come amministratore apostolico sede plena

Il vescovo Steinhäuser, ausiliare di Colonia, che amministrerà l'arcidiocesi fino all'1 marzo
Foto: Vatican News
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Comincia da oggi il periodo di riflessione del Cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, che entra in periodo spirituale come deciso con il Papa dopo essere finito anche lui nel vortice della gestione degli abusi. Sebbene il rapporto sull’arcidiocesi di Colonia non abbia mostrato responsabilità personali del Cardinale, si è deciso comunque che lui prenda un periodo di pausa, lontano dagli impegni pastorali e di governo. Al suo posto, come amministratore apostolico sede plena,il vescovo Rolf Steinhäuser, vescovo ausiliare.

Il vescovo Steinhäueser rimarrà amministratore apostolico fino all’1 marzo 2022, quando il Cardinale Woelki tornerà ai suoi incarichi nell’arcidiocesi. La posizione del Cardinale era stata messa in discussione a seguito della visita apostolica nell’arcidiocesi disposta da Papa Francesco, e guidata dal Cardinale Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, e dal vescovo Hans van den Hende, di Rotterdam, chiamati ad indagare su possibili errori e omissioni del Cardinale nel rispondere ai casi di abuso.

La Santa Sede comunque difende la posizione di Woelki. Nel comunicato della nunziatura di Germania dello scorso settembre veniva sottolineato che “non risulta” che il cardinale Woelki “nella gestione dei casi di abuso sessuale abbia agito contro la legge”. Anzi, è venuta alla luce – prosegue il comunicato - "la determinazione dell’arcivescovo di affrontare il crimine degli abusi, di prendersi cura delle vittime e di promuovere la prevenzione".

D’altro canto, la nunziatura faceva anche sapere che “nella gestione globale della tematica, però soprattutto a livello della comunicazione, il cardinale Woelki ha anche commesso grandi errori. Questo ha essenzialmente contribuito alla crisi di fiducia nell’arcidiocesi".

Il riferimento era anche al rifiuto del Cardinale Woelki di pubblicare una perizia effettuata da una commissione sul modo in cui alcuni suoi sottoposti avevano affrontato le accuse di abusi. Il rapporto era stato commissionato all’arcidiocesi nel 2019 allo studio Westpfahl Spilker Wastl, chiedendo di esaminare i fascicoli del personale  dal 1975 per determinare "quali deficit personali, sistemici o strutturali erano responsabili in passato di episodi di abuso sessuale coperti o non puniti in modo coerente".

Dopo che gli avvocati che consigliavano l'arcidiocesi hanno sollevato preoccupazioni circa le "carenze metodologiche" nello studio dello studio legale, il Cardinale Woelki ha incaricato l'esperto di diritto penale di Colonia, il professor Björn Gercke, di scrivere un nuovo rapporto.

L’arcivescovo di Colonia ha inoltre chiesto a Papa Francesco nel dicembre 2020 di rivedere le decisioni prese nei confronti di un sacerdote accusato - identificato solo come "pastore O." - nel 2015.

Da notare che Papa Francesco aveva anche deciso di di non accettare le dimissioni dei due ausiliari di Colonia, Dominikus Schwaderlapp e Ansgar Puff., per i quali – scriveva la nunziatura - “sono stati constatati difetti gestionali, ma non l’intenzione di coprire gli abusi o di ignorare le vittime”. Il vescovo Schwaderlapp ha chiesto e ottenuto dal Papa di poter svolgere il ministero pastorale per un anno nell’arcidiocesi di Mombasa, in Kenya, prima di riprendere il lavoro a Colonia.

Tutto nasce dalla pubblicazione del rapporto Gercke. Il rapporto, che consta di 800 pagine, è noto come "Indagine indipendente sulla gestione della violenza sessuale nell'arcidiocesi di Colonia", copre il periodo dal 1975 al 2018 ed esamina in dettaglio 236 file per identificare i fallimenti e le violazioni della legge, nonché i responsabili di loro.

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