Bagnasco: lo smarrimento porta strade sbagliate che vanno contro la dignità

Il cardinale ricorda che la necessità dell’annuncio cristiano per la società, non è solo una questione confessionale

Il cardinale Angelo Bagnasco
Foto: Aci Group
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Nel programma degli incontri a Budapest per il Congresso Eucaristico internazionale anche una sessione dedicata alla “Evangelizzazione e impegno sociale in Europa”. Relatori il cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente dei vescovi Ue (Comece) è il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. A lui abbiamo chiesto qual è oggi la missione del CCEE: 

“La missione di ri-annunciare Cristo. Perché l’Europa per salvare ste stessa per non perdere il proprio volto ho incontra nuovamente Cristo oppure non sa più chi è. Nel ‘1799 Novalis già scriveva che l’ Europa o è cristiana oppure non sarà. E vediamo spesso i segni di questa grande verità. Quindi perdere le proprie origini il proprio grembo da cui si è nati, e questo vale anche per l’esperienza di ciascuno di noi alla fine porta d uno smarrimento interiore e magari fa prendere delle strade molto sbagliate che non sono sbagliate soltanto in teoria ma vanno contro la dignità della persona umana”. 

Questo Congresso Eucaristico che messaggio porta in Europa? 

“Sono molto contento di partecipare al Congresso Eucaristico internazionale a Budapest in Ungheria è per me una grazia, un dono e un arricchimento interiore. Mi pare molto importante il messaggio che al continente europeo ma anche oltre, questo grande congresso sta dando. Mi pare che si possa riassumere in due parole. Innanzitutto la gente ha voglia di incontrarsi, dopo, speriamo dopo la crisi pandemica che si possa ritornare a rincontrarsi speriamo senza problemi con molta serenità. E qui abbiamo una prova concreta di tanta gente che è venuta da tutto il mondo a rappresentare tutte le Chiese e i continenti per la gioia di incontrare altri fratelli e sorelle.

E poi un secondo messaggio è che la gente non vuole solamente incontrarsi, ma vuole farlo intorno a qualcosa di bello, di grande di importante”.

Qual è cosa è per l’uomo d’oggi il rapporto tra Eucarestia e società? 

“Certamente l’Eucaristia che è il cuore di questo Congresso riassume la bellezza e l’attrattiva di tanta gente intorno a Gesù eucaristico che è sorgente per la salvezza e per il bene del mondo. Infatti sotto questo aspetto la fede cristiana che si riassume nel Sacramento Eucaristico è lievito, è luce per il mondo intero per la società intera per l’impegno sociale. Non perché i cristiani vogliano che il Vangelo diventi legge dello Stato della società. Non è mai stato così. 

Ma i cristiani sono consapevoli che in Gesù l’uomo ha assunto e ha scoperto la propria dignità. Una dignità che mai nella storia è stata raggiunta. Il fondamento della dignità umana. Perché l’uomo in Cristo è diventato figlio di Dio. Ed è stato rivelato come immagine e somiglianza di Dio. Questo livello di dignità è unico nel mondo e nella storia. Alla luce di questa verità grandiosa che nell’Eucaristia si rinnova continuamente, la cristianità sa che può essere sorgente di vita, di bene comune, di bellezza, di una società diversa di un mondo nuovo per tutti quanti. 

Non è un questione confessionale. Nasce dal fondamento che è Cristo e si traduce, si può e si deve tradurre come la storia insegna in civiltà diversificate ma alte”. 

 

Come trova la situazione dei cattolici in Ungheria? 

“In Ungheria ho trovato una Chiesa viva e una accoglienza da parte della gente che si incontra per la strada in cui si vede fede e si vede benevolenza e si vede anche curiosità ed è una cosa buona. Non ho finora colto indifferenza rispetto a questo evento che certamente in terra ungherese in questo momento è molto importante. Trovare qui raccolto tutto il mondo anche se come rappresentanze inevitabili mi pare che sia un bellissimo religioso innanzitutto ma anche culturale e sociale per questi popolo”.  

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