Becciu: i giovani seminaristi martiri spagnoli hanno difeso la Chiesa e la fede

Il ricordo della beatificazione
Foto: www.cronistasoficiales.com
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“Angelo, Mariano, Jesus, César Gonzalo, José Maria, Juan José, Manuel, Sixto e Luis, un giorno hanno sentito la voce del divino Maestro che diceva loro: «Seguimi!». E hanno assecondato generosamente la chiamata divina, intraprendendo il cammino per diventare sacerdoti del Signore.”

Il cardinale Angelo Becciu Prefetto della Congregazione per le cause dei santi ha beatificato questi martiri della Guerra Civile in Spagna.

Nella messa celebrata ad Oviedo il cardinale ha ricordato che  “i nuovi Beati furono vittime della stessa feroce violenza segnata da un’accesa ostilità anticattolica, che aveva come scopo l’eliminazione della Chiesa e in particolare del clero. Ai loro persecutori ed uccisori, bastò il fatto di identificarli come seminaristi per dare sfogo alla loro violenza omicida, mossi da odio viscerale contro la Chiesa e contro il cristianesimo”.

Seminaristi convinti della loro vocazione “nonostante il clima di intolleranza religiosa e consapevoli delle insidie e dei pericoli ai quali sarebbero andati incontro”.

E prosegue: “essi non hanno salvato la vita temporale. Hanno trovato la morte. Hanno dato la vita terrena, per ottenere la vita vera ed eterna con Cristo. In Cristo infatti, insieme al sacramento del battesimo, è iniziata la loro vita nuova”.

I nuovi beati, ha ricordato Becciu, provenivano “da famiglie cristiane semplici e di un ceto sociale basso, figli della terra delle Asturie, oggi la Chiesa riconosce in questi nove Beati quella luce che ha brillato nell’oscurità della notte e continua a illuminare la strada dei credenti di oggi”.

Una testimonianza di grande attualità: “Il messaggio di questi seminaristi martiri parla alla Spagna e parla all’Europa con le sue comuni radici cristiane. Essi ci ricordano che l’amore per Cristo prevale su ogni altra scelta e che la coerenza della vita può portare fino alla morte. Ci ricordano che non si possono accettare compromessi con la propria coscienza e che non vi è altra autorità umana che possa competere con il primato di Dio”.

Ha concluso il Prefetto: “ Con la santità della loro vita, i nuovi Beati parlano soprattutto alla Chiesa di oggi. Essi, con il loro sangue, hanno fatto grande la Chiesa e hanno dato splendore al sacerdozio. Siamo tutti turbati dagli scandali che sembrano non avere fine e che sfigurano il volto della Sposa di Cristo. Abbiamo bisogno di seminaristi, di preti, di persone consacrate, di pastori generosi come questi martiri di Oviedo. Abbiamo bisogno di preti onesti e irreprensibili che portino le anime a Dio e non causino sofferenze alla Chiesa e turbamento al popolo di Dio”.

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