Benedetto XV, la necessità dei seminari

Il 1° gennaio 1919 Benedetto XV inviava ai Vescovi del Perù la lettera Inter egregias in cui raccomandava la costruzione dei seminari

Papa Benedetto XV
Foto: Wikicommons
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Il 1° gennaio 1919 Benedetto XV inviava ai Vescovi del Perù la lettera Inter egregias in cui raccomandava la costruzione dei seminari.

“Tra gli insigni meriti del popolo peruviano – scriveva il Papa - è soprattutto degno di lode il fatto che abbia conservato santa ed integra in ogni tempo la religione cattolica. Che Dio stesso abbia voluto accompagnare con un dono particolare questa costanza nel conservare la purezza della vera fede, lo si evince dal fatto che il Perù, primo fra tutte le altre regioni d’America, fiorì per merito e splendore di santità, e che la Chiesa venera numerosi suoi figli elevati in cielo agli onori dei beati”.

Il Pontefice sottolineava poi l’alto numero di acattolici tra la popolazione peruviana che “con molta astuzia e con molte sovvenzioni, e non del tutto invano, hanno cercato e cercano di inculcare i loro errori nelle menti dei cattolici e di allontanare i loro animi dalla Chiesa cattolica. Perseguono tale fine nelle scuole e attraverso le cariche civili; con la diffusione di giornali e libri tra gli adulti e soprattutto tra gli adolescenti e, in particolare con la elargizione di danaro ai poveri. Con questi e con altri espedienti del genere cercano di attirare a sé non solo i singoli individui, ma anche le famiglie e le comunità, in modo da spargere più facilmente e diffusamente ovunque il veleno dei loro errori”.

Per far fronte a ciò – spronava Benedetto XV –  è necessario “vedere e vigilare in modo che non sia recato danno al gregge a voi affidato. In proposito avete un esempio nel buon pastore Cristo Gesù, che dedicò l’anima sua alle sue pecore. Sollecitate con costanza e vigore i vostri sacerdoti perché non vengano meno al loro dovere ma porgano aiuto a voi, con ogni energia per preservare e fortificare la fede”.

“Poiché – concludeva il Pontefice - è del massimo interesse una ottima preparazione del clero, non vogliamo passare sotto silenzio i Seminari: da essi infatti ci si deve aspettare un’ampia schiera di operai che voi potrete inviare a mietere la messe del Signore; operai che, dimentichi di se stessi, si dedichino totalmente al bene delle anime e alla difesa della fede. Perciò chiediamo con viva insistenza che con la massima alacrità, e rimossa ogni difficoltà, procuriate di eseguire quei suggerimenti di cui vi abbiamo fatto partecipi, tramite il Nostro Nunzio, circa la costruzione dei Seminari e il loro corretto governo”.

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