Benedetto XVI e il legame speciale con San Bonaventura

Papa Benedetto XVI
Foto: Holy Cross Family Ministries
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E’ dal settembre del 1955 - quando lavorò alla sua tesi di abilitazione - che il Papa Emerito Benedetto XVI studia la figura di San Bonaventura. Lo ricorda Marianne Schlosser, dell’Università di Vienna, intervenuta al Congresso internazionale e interdisciplinare su “Deus summe cognoscibilis”, organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana insieme alla Pontificia Università Antonianum e alla Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura" – Seraphicum.

“Nell’opera di Joseph Ratzinger - osserva Schlosser - il nome di Bonaventura si incontra non tanto di rado, soprattutto nel contesto dei temi rivelazione, tradizione o scienza teologica”. 

Da Papa, Joseph Ratzinger ha dedicato spesso ampio spazio nelle sue catechesi e nei suoi discorsi a San Bonaventura. 

“Per Bonaventura” – ricorda ancora Marianne Schlosser – secondo Benedetto XVI “Francesco era la prova che la ricchezza della parola di Cristo è inesauribile. L’unicità di Cristo garantisce la novità e il rinnovamento in ogni epoca della storia”.

Papa Benedetto XVI poi confrontando Tommaso d’Aquino e Bonaventura “a proposito della loro concezione sul fine ultimo dell’uomo,assegna a Bonaventura il primato dell’amore. A buon diritto, sottolinea che questo primato non racchiude né un anti-intellettualismo, e neppure significa una rigorosa opposizione al primato della verità di Tommaso, ma che, invece, entrambe le concezioni stanno in rapporto di complementarietà reciproca. Anche in Papa Benedetto stesso si può constatare questo equilibrato non volontaristico primato dell’amore”. 

“La conoscenza di Dio ha in Bonaventura e in Joseph Ratzinger - conclude la studiosa - il suo movente e il suo fine nell’amore. L’amore per Dio è l’amore che risponde alla Sua rivelazione; esso trasforma l’uomo, lo rende cristiforme. Perciò il fine della teologia è la santificazione dell’uomo – come il fine della rivelazione non consiste semplicemente in un più grande sapere di Dio, bensì in una conoscenza interiore, anzi, in una comunione di vita con Lui”.

 

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