Bielorussia, l’arcivescovo Kondrusiewicz celebra i 40 anni di sacerdozio

Durante una celebrazione, l’arcivescovo emerito di Minsk ha raccontato la storia della sua vocazione e della sua vita

L'arcivescovo Kondrusiewicz durante la celebrazione per i 40 anni di sacerdozio, Minsk, 31 maggio 2021
Foto: catholic.by
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È stato il primo arcivescovo a Mosca quando si poté finalmente ristabilire una gerarchia cattolica in Russia, ha guidato l’arcidiocesi di Minsk concludendo la sua missione con un esilio forzato da cui è rientrato in tempo per le celebrazioni del Natale prima della pensione. Ma è stato anche a Vilnius colui che ha riportato l’immagine della Divina Misericordia originale nella capitale lituana, dopo vicissitudini che l’avevano fatta trovare anche in Bielorussia. L’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz ha festeggiato a Minsk il 40esimo anniversario di ordinazione sacerdotale, ripercorrendo tutte le tappe della sua ormai lunga vita ecclesiastica.

Era il 31 maggio 1981 quando il vescovo Ludas Pavilionis, allora amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Kaunas, ordinava sacerdote Kondrusiweicz. Alla celebrazione per l’anniversario erano presenti anche l’arcivescovo Ante Jozic, nunzio in Bielorussia; il vescovo Kazimierz Velikoselets, amministratore apostolico sede vacante della diocesi di Minsk-Mogilev; gli ausiliari Yuri Kosobutsky e Joseph Stanevsky; e l’archimandrita Sergej Gayek, visitatore apostolico per i greco cattolici di Bielorussia.

La vocazione dell’arcivescovo Kondrusiewicz nasce allo Sharp Gate nel 1976: lavorava come ingegnere, aveva una buona carriera davanti, e scoprì la vocazione sacerdotale. Dopo l’ordinazione, Kondrusiewicz rimase come parroco a Vilnius, anche al famoso Santuario della Porta dell’Aurora, e poi nel 1988 è stato inviato come parroco a Grodno, diventando il primo parroco della parrocchia (ora cattedrale) di San Francesco Saverio in 28 anni.

Nel 1989, Giovanni Paolo II lo nomina vescovo. “Ho continuato – ha detto Kondrusiewicz - il mio cammino sacerdotale come nuovo successore degli Apostoli, quando era necessario prendersi cura non delle due parrocchie di Grodno, ma di tutta la Chiesa bielorussa. Ma Dio non mi ha lasciato solo e mi ha benedetto generosamente. Il tempo del risveglio della Chiesa nella nostra Patria è iniziato”.

Quindi, l’arcivescovo Kondrusiewicz è stato mandato in Russia, nel “Paese da cui Gesù era stato espulso e crocifisso per tre generazioni” e dove “iniziò a risorgere a una nuova vita spirituale”, ha sottolineato l’arcivescovo emerito di Minsk.

Tornato in Bielorussia nel 2007, Kondrusiewicz ha compiuto 75 anni lo scorso 3 gennaio, e ha lasciato la guida pastorale della diocesi, pur continuando in fondo ad essere molto presente nella vita comunitaria, perché – ha detto – “non sono più una persona comune”.

E ha concluso: “Grazie ai sacerdoti che ho incontrato all'epoca e che mi hanno aiutato a riconoscere la vocazione al sacerdozio. Grazie alla Chiesa in Lituania per avermi dato l'opportunità di una formazione sacerdotale. Ringrazio i Pontefici: san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco per la cura della Chiesa in Bielorussia e in Russia. Grazie ai Vescovi, ai sacerdoti e alle persone consacrate con cui ho dovuto lavorare insieme e con cui continuo a lavorare. Grazie, cari credenti ".

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