Cahors: per i 900 anni della Cattedrale sarà esposto il “Sacro Copricapo” di Gesù

Il reliquiario che contiene il Sacro Copricapo di Cahors
Foto: https://saintecoiffedecahors.com/
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Una tela mortuaria che copriva il capo, conosciuta come “Sainte Coiffe”, è stata custodita nella cattedrale di Saint Etienne a Cahors, in Francia, per secoli. Durante quest’anno, in occasione della celebrazione dei 900 anni della consacrazione della cattedrale, il Santo Copricapo sarà onorato con una grande processione il 27 aprile, nelle strade di Cahors. Da allora in poi, la reliquia sarà esposta alla venerazione dei fedeli, ogni giorno, per tutto l’anno, mentre sarà proposto un viaggio giubilare in 7 tappe della Cattedrale.

Il Sacro Copricapo è una tela mortuaria che sarebbe stata utilizzata per la sepoltura di Gesù, per coprirne il capo nella sepoltura. Le reliquie di Cristo non sono oggetti appartenenti a Gesù, ma oggetti che sono stati a contatto con il suo corpo, le cosiddette reliquie di contatto, che erano rimaste nascoste a Gerusalemme e Costantinopoli prima di arrivare in Francia e Italia durante il Medioevo.

Tra queste, ovviamente la Sindone di Torino, di cui è stata recentemente riaperta la cappella. Nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme sono custoditi i resti della Vera Croce e il “titulum crucis”, la tavoletta su cui erano state scritte le motivazioni della condanna, cui furono poi aggiunti i frammenti della Grotta della Natività e del Santo Sepolcro, la falange del dito di San Tommaso, il patibolo del Buon Ladrone e due spine provenienti dalla Corona di Gesù

In Francia, nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi, c’è un pezzo della vera croce che era stata conservata a lungo a Roma, un chiodo della Passione e una spina della “Santa Corona”, portata da San Luigi in Francia nel 1239, custodita in un reliquiario apposito, la “Sainte Chapelle”.

Ma reliquie di questo tipo sono ovunque: il Sudario di Oviedo, il Sacro Calice di Valencia, la tunica di Cristo a Treves e Argenteuil, il chiodo di Cristo conservato nella Corona Ferrea nel duomo di Monza, la colonna della flagellazione nella Basilica di Santa Prassede a Roma, la culla di Gesù Bambino nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Il Santo Copricapo è uno dei tessuti mortuari di Gesù. Secondo il rito ebraico, il capo del defunto veniva coperto con un telo tenuto con nastri legati sotto il mento, mentre il corpo veniva avvolto in un sudario legato con bende. Il viso era infine coperto da un velo per conservare i profumi.

La Sainte Coffe di Cahors è composta da otto lenzuola sovrapposte, foderate con un orlo, e cucite insieme dopo essere applicate l’una all’altra, in un tessuto che l’egittologo Lotois Champollion ha considerato compatibile con il lino prodotto ai primi tempi del cristianesimo. Anche sul Sacro Copricapo si è formata una immagine impregnata di sangue, come è successo per la Sindone.

Secondo tradizione, il Santo Copricapo è stato realizzato da Maria, madre di Gesù, e, dopo la resurrezione, sarebbe stato recuperato dai discepoli, e da loro lasciato a Gerusalemme. Sempre secondo la tradizione, furono il Califfo Haroum El Rachid e il patriarca Tommaso di Gerusalemme a donare il Sacro Copricapo a Carlo Magno, mentre altre fonti dicono che fu donato dall’imperatrice Irene di Costantinopoli. Carlo Magno poi avrebbe donato il Sacro Copricapo al vescovo di Cahors Aymaut nell’803.

Un’altra tradizione vuole che lo abbia portato in Francia monsignor Geraud de Cardaillac dalla Terra Santa, dove era stato in viaggio nel XII secolo.

Logico che la reliquia dovesse trovare posto nella imponente cattedrale che veniva costruita nella città. E nel 1119, sebbene l’edificio non fosse ancora stato terminato, Papa Callisto II volle andare personalmente a Cahors per consacrare l’altare del Sacro Copricapo nella Cattedrale.

La reliquia fu molto venerata nel Medioevo, anche perché la Cattedrale è un passaggio molto importante nella via di Santiago di Compostela. Fino al 1960, il Sacro Copricapo è stato tradizionalmente venerato nella cattedrale al tempo di Pentecoste. Da allora, è stato conservato nella cappella di Saint Gausbert, che si affaccia sul chiostro interno.

Il 4 ottobre 2015 è stata posta ai piedi dell’altare per l’ordinazione episcopale del vescovo Laurent Camiade, il nuovo vescovo di Cahors. Durante le Litanie dei Santi, il vescovo eletto, di fronte al Sacro Copricapo, chiede a Dio di mandargli lo spirito di Cristo.

Dal 1899, la reliquia è conservata in un reliquiario in bronzo dorato, sormontato da una cupola decorata con angeli, ai cui piedi figuravano Saint Didier, vescovo di Cahors, l’imperatore Carlo Magno e Papa Callisto II.

L’immagine del Sacro Copricapo mostra una grande macchia di sangue visibile all’interno del copricapo, e sull’esterno del fondo della guancia destra. Corrisponde allo strappo della barba visibile sulla Sindone di Torino. Un’altra ferita è visibile sull’arco del sopracciglio sinistro, anche questa in corrispondenza con la ferita della Sindone, mentre ci sono altre impronte sanguigne più piccole che sarebbero la ferita della corona di spine.

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