Cammino sinodale della Chiesa tedesca, le donne chiedono più spazio

La riunione venerdì scorso in cinque differenti città della Germania: Berlino, Dortmund, Ludwigshafen, Francoforte e Monaco

La riunione del sinodo tedesco
Foto: Copyright_Synodaler Weg_Bezem Mashiqi
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A causa delle restrizioni dovute alla prevenzione del virus Covid-19, la seduta del Cammino sinodale della Chiesa tedesca non si è svolta, come originariamente programmato, a Francoforte, ma venerdì 4 settembre dalle ore 10 alle ore 18 in cinque differenti città della Germania – Berlino, Dortmund, Ludwigshafen, Francoforte e Monaco – e a ciascuna delle sedute hanno partecipato una cinquantina di persone.

Il Coronavirus non ha modificato solo formalmente la modalità degli incontri del Camino sinodale, ma sta mettendo alla prova la Chiesa tedesca, come una sorta di stress-test. «La pandemia ha acutizzato sviluppi che erano già in corso. Le crisi sono sempre accelerazioni di sviluppi. Lo vediamo ora sulla nostra pelle», ha detto Stefan Heße, arcivescovo di Amburgo, che ha moderato la seduta a Berlino, insieme alla docente di giornalismo Claudia Nothelle. Nella seduta svoltasi nella capitale tedesca molti hanno preso la parola per discutere la reazione della Chiesa durante il periodo del Covid-19.

L´arcivescovo di Berlino, Heiner Koch, ha sottolineato come le restrizioni dovute alla pandemia abbiano motivato moltissimi sacerdoti della sua diocesi a sviluppare «una enorme creatività», mentre altri abbiano reagito più sulla difensiva. Il vescovo di Görlitz, Wolfgang Ipolt, ha notato un effetto positivo del Coronavirus sulle parrocchie della sua diocesi. Mentre prima del lockdown i sacerdoti non avevamo mai tempo di visitare a domicilio i fedeli, durante il lockdown il contatto coi fedeli sarebbe paradossalmente migliorato: «Quando mai i sacerdoti, prima della pandemia hanno avuto 30 minuti, o più, di tempo per parlare al telefono in santa pace con i loro fedeli? È stata una cosa buona. Qui dobbiamo registrare un miglioramento». La pandemia avrebbe inoltre spinto la Chiesa verso la digitalizzazione: «Io stesso- ha ammesso Ipolt – ho imparato tantissimo del mondo digitale negli scorsi mesi».

Karin Kortmann, vicepresidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), ha portato al centro della discussione il tema del ruolo delle donne nelle istituzioni ecclesiastiche: «La questione delle donne – ha detto Kortmann – è una questione vitale per la Chiesa. Se non vi troviamo una soluzione, secondo me ancor più persone lasceranno la Chiesa». Non dello stesso avviso il vescovo di Erfurt, Ulrich Neymeyr: «Come vescovo devo sempre stare attento all’unità della Chiesa. Dobbiamo ammettere che ci sono tanti paesi, nei quali, ciò di cui noi qui in Germania discutiamo, è inimmaginabile. Per questo sono un po’ scettico che su questo punto a livello di Chiesa universale possiamo fare qualche passo avanti». Secondo Heinz-Günter Bongartz, vescovo ausiliare di Hildesheim, i tempi sono invece maturi per un’equiparazione di uomo e donna nella Chiesa: «Io credo che più persone possano predicare, rispetto a quelle che hanno la consacrazione sacerdotale. Ciò che dobbiamo dire alle persone riguardo al Vangelo deve diventare compatibile con la vita quotidiana. E questa competenza non ce l’hanno solo gli uomini consacrati».

Le donne guadagnano la luce dei riflettori del Cammino sinodale anche a Francoforte. Fuori dal Convento domenicano - dove si svolge la riunione plenaria, anche qui con soli 50 partecipanti e la giusta distanza tra le sedie – le attiviste di “Maria 2.0” agitano cartelli che non lasciano spazio a fraintendimenti: «Anche io posso fare il prete!».

A Dortmund, le componenti della Comunità cattolica delle donne di Germania preferiscono la preghiera, per sottolineare che oggi, in questa seduta del Cammino sinodale si parlerà anche di loro. Anche qui si sventolano cartelli, ancora più ambiziosi di quelli di Francoforte: «Da grande voglio fare la Papessa!».

La prossima riunione plenaria del Cammino sinodale della Chiesa tedesca dovrebbe, secondo calendario, tenersi a Francoforte dal 4 al 6 febbraio 2021. Se e come la seduta sarà possibile dipenderà dall´andamento della pandemia di Coronavirus.

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