Card. Napier: "Se la famiglia è debole, la Chiesa è debole"

Il Cardinal Wilfried Fox Napier di Durban in un briefing del Sinodo 2014
Foto: CNA archives
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Wilfried Fox Napier, Cardinale, arcivescovo di Durban, è uno dei prelati più in vista dalla pattuglia africana al Sinodo dei vescovi. Al Sinodo del 2014, fu inserito nella Commissione per l’Elaborazione della Relatio Finalis, e si era distinto per una forte presa di posizione contro la “colonizzazione ideologica” di cui era vittima l’Africa. Ma ha anche combattuto contro la ogni manipolazione dei temi del Sinodo. In una intervista con ACI Stampa, tempo fa, ha sottolineato che il Cardinal Walter Kasper “non è il teologo del Papa.” E in diretta su EWTN il 9 ottobre ha messo in luce come uno dei resoconti delle discussioni del Sinodo diffuse in Sala Stampa vaticana non fosse del tutto corretta, perché enfatizzava l’approccio di andare incontro alle persone. “Incontrare le persone dove sono suona bello, ma è davvero quello che Gesù ha fatto? Non le ha piuttosto richiamate da dove erano?” ha commentato. Parla con ACI Stampa e con altri giornalisti al termine di uno degli incontri organizzati dai vescovi africani a margine del Sinodo.

Cardinal Napier, qual è il punto di vista di vescovi e cardinali africani sul Sinodo dei vescovi in corso?

Facciamo degli incontri, ci scambiamo impressioni, valutiamo l’andamento dei lavori. L’impressione generale è che molti dei gruppi di vescovi africani che stanno partecipando sono ottimisti riguardo l’impatto che la Chiesa africana può portare al Sinodo.

Come avete valutato l’Instrumentum Laboris?

Credo si possa dire che l’analisi dell’Instrumentum Laboris, così come dei Lineamenta, possa essere considerata una analisi di dimensioni sociologiche e socioeconomiche. Una analisi che non necessariamente riflette la realtà africana.

Di cosa sono più preoccupati i vescovi africani?

Quello di cui i vescovi africani sono più preoccupati è l’Africa vuole essere libera. Vuole godere di quella libertà per cui anche l’Occidente ha combattuto. Viviamo adesso una colonizzazione politica. Concretamente, parlo del fatto che le agenzie umanitarie condizionano la fornitura di aiuti all’approvazione di alcune leggi. La colonizzazione politica è stata in qualche modo rimpiazzata da un altro tipo di colonizzazione.

Qual è la vostra reazione su questi temi?

La nostra reazione? La nostra reazione è di chiedere di concentrarsi sul tema del Sinodo. Come viene coinvolta la famiglia in questo Sinodo? Questo è il vero tema, il tema centrale.

Si è parlato anche della mancanza delle donne al Sinodo…

Non penso che la mancanza di donne dia problemi. Si tratta di un Sinodo dei vescovi, e la discussione dipende dalla qualità delle persone che hai. Stiamo sperimentando una vera riflessione. Si deve essere chiari, anche sulla famiglia. Se la famiglia è debole, la Chiesa è debole. La forza della Chiesa viene della famiglia.

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