Caritas Internationalis, incontro per il Sahel in Senegal

Un paesaggio rurale della regione africana del Sahel
Foto: Wikimedia Commons
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Un nuovo piano di azione per il Sahel sarà discusso dal Gruppo di Lavoro di Caritas Internationalis per il Sahel che si riunisce dal 31 gennaio all’1 febbraio in Senegal, per il consueto incontro annuale.

I partecipanti all’incontro provengono da Mali, Capo Verde, Niger, Burkina Faso, Senegal, Ciad, Mauritania, Guinea Bissau per l’Africa e da Spagna, Belgio, Danimarca, Austria e Italia per l’Europa.

L’elaborazione di un nuovo piano di azione arriverà al termine di una discussione volta ad analizzare il piano di azione dello scorso anno, e le risposte alla crisi alimentare nel Sahel.

Il Sahel è una fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende dal deserto del Sahara fino alla Savana del Sudan. Nel 2018, un allarme sulla carestia nella regione era stato lanciato da agenzie ONU, Chiese locali e dalla rete internazionale del Sahel. Sono oltre 6 milioni le persone che lottano per soddisfare le loro esigenze alimentari nell’area del Sahel, situazione che è aggravata anche dalla presenza di alcuni conflitti locali. Sono a rischio fame 1,6 milioni di bambini. Si tratta della peggiore crisi della regione dal 2012.

Il gruppo di lavoro di Caritas Internationalis sarà chiamato ad analizzare i risultati del piano di azione dello scorso anno, e di realizzarne un altro. Inoltre, sarà eletto un nuovo comitato direttivo del gruppo, che avrà un mandato di tre anni.

Dal 28 al 30 gennaio, il Gruppo partecipa una formazione sull’agroecologia, con lo scopo di consentire ai partecipanti di rispondere a questioni tecniche, ambientali e politiche.

Il Sahel, infatti, è una delle regioni più soggette alle cause dei cambiamenti climatici, e in particolare delle cosiddette “ingiustizie climatiche”, per cui popolazioni che non hanno contribuito all’innalzamento delle temperature (anche per la mancata presenza di una massiva industrializzazione) e che però ne subiscono le conseguenze, specialmente per la riduzione dei raccolti, la morte degli animali e l’aumento dei prezzi del cibo. I conflitti, poi, hanno costretto centinaia di migliaia di persone a cercare rifugio nelle comunità e nei Paesi vicini.

Il gruppo di lavoro per il Sahel è stato creato il 26 novembre 2006 dal Segretariato generale di Caritas Internationalis a seguito della crisi alimentare del 2005. Dopo l’incontro di Praia del 2016. Tra gli obiettivi del gruppo, lo sviluppo di programmi subregionali per rispondere alle emergenze e, quando possibile, prevenirle.

Il gruppo si inserisce in un ampio impegno della Chiesa Cattolica per il Sahel. C’è una fondazione, la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel, che fu fondata dal Papa polacco già nel 1984. nel corso dell’Anno Santo Straordinario per la Redenzione, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni di Burkina Faso, Niger, Mali, Guinea Bissau, Capo Verde, Mauritania, Senegal, Gambia e Ciad. La fondazione era collegata al Pontificio Consiglio Cor Unum, ora entrato nel Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

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