Caritas Internationalis, iniziati i lavori

Un incontro di Caritas Internationalis
Foto: da www.caritas.org
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Eleggeranno domani il loro nuovo presidente, e le attese sono tutte lì. Ma il dibattito riguardante Caritas Internationalis è più ampio. Si tiene la prima assemblea generale da quando gli statuti di Caritas Internationalis sono stati riformati. Con il motu proprio “Intima Ecclesiae Natura,” Benedetto XVI aveva rafforzato la collaborazione tra Caritas Internationalis e Santa Sede, con l’idea di rendere viva e presente l’identità della Chiesa Cattolica. La linea guida degli statuti era proprio quella della Carità nella Verità, che è anche il titolo dell’enciclica sociale di Benedetto XVI. Come è stata implementata in questi tre anni? E come lo sarà ancora?

Si delinea probabilmente tra questi due poli il discorso degli oltre 300 delegati provenienti dalle 165 agenzie sotto l’ombrello di Caritas Internationalis nel mondo. Nel suo discorso introduttivo, il Cardinal Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, indica due stelle polari: l’Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, di San Salvador, perché “nel sangue che ha versato in nome dei poveri c’è la nostra forza per continuare la nostra lotta contro la povertà e l’ingiustizia.” E poi Paolo VI, padre fondatore della confederazione delle Caritas, la cui “visione a lungo termine di una risposta cattolica unitaria all’oscurità che appesta le vite di molti dei nostri fratelli e sorelle è la colla che ci tiene insieme.”

Se Paolo VI è stato l’ispiratore della Confederazione, Mario dal Toso, segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, ricorda che l’idea della Caritas venne nel 1951 a Pio XII. Dal Toso ricorda tutti gli interventi di riforma degli Statuti, spiega come l’idea della Caritas si è sviluppata, e nota come il motu proprio di Benedetto XVI è stato usato da alcune conferenze episcopali per aggiornare gli statuti delle loro Caritas diocesane. “Dato che Papa Francesco si focalizza molto sulla carità nella vita della Chiesa, non posso sottolineare abbastanza come per i vescovi è una grande opportunità usare questo strumento in modo da porre il servizio della carità al centro della vita della Chiesa, come uno dei suoi obiettivi principali.

Un po’ quello che ha detto Michel Roy, segretario generale uscente e in via di riconferma di Caritas Internationalis, parlando con i giornalisti in conferenza stampa il 12 maggio. “Grazie al motu proprio, abbiamo potuto dire ai vescovi di centrarsi sulla carità. Prima facevano la catechesi, la dottrina, e lasciavano a noi la carità,” ha spiegato Michel Roy.

Eppure queste parole possono anche lasciar pensare al rovesciamento della medaglia. Il motu proprio dava a Caritas Internationalis un legame con la Santa Sede, un coordinamento centrale, mentre il rischio è che Caritas diventi il centro di tutto, cui i vescovi devono sottostare. Si tratta di “Carità nella Verità” o di “Verità nella Carità”?

È uno dei punti che viene discusso tra i delegati, nei corridoi, mentre si pensa all’elezione del nuovo presidente. I due nomi in ballo rappresentano ciascuno una linea.

Il Cardinal Luis Antonio Tagle, di Manila, sarebbe il candidato della “chiesa povera per i poveri” della quale è stato chiamato a parlare padre Gustavo Gutierrez, ‘padre’ della teologia della Liberaizone. Proviene dall’emergente Chiesa asiatica, è amato nel circuito progressista anche per il suo contributo dato alla Scuola di Bologna nei testi sul Concilio (o meglio, sulla rottura del Concilio Vaticano II), è stato capace di contrapporsi alla legge sull’aborto nel suo paese, ha un ottimo appeal mediatico. Sarebbe forse poco presente a Roma, data la distanza, ma rappresenterebbe – per peso, carisma, anche temi – la scelta di naturale continuità dal presidente uscente.

L’altro candidato è l’arcivescovo Youssef Soueif, maronita, che amministra Cipro. Conosce la situazione dei cristiani perseguitati (Cipro è divisa a metà) rappresenta un ponte tra oriente e occidente anche grazie alle sue ascendenti libanesi, ma è presente in Europa perché membro del COMECE. Sarebbe sicuramente più presente a Roma del Cardinal Tagle, con la possibilità di portare finalmente a termine la riforma di Caritas Internationalis così come era stata concepita nel 2012.

Quando si arriverà al voto domani, si parleranno due scuole di pensiero. Ma non ci saranno spaccature profonde, perché in fondo tutti sono uniti dalla necessità di portare al mondo la carità della Chiesa. L’obiettivo è anche quello di stabilire i programmi per il prossimo quadriennio. La questione ambientale è diventata centrale e importante, soprattutto in vista della tanto attesa enciclica del Papa sull’ecologia. Lo spiega il Cardinal Maradiaga, ma lo sottolinea anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon nel messaggio che ha inviato per salutare i lavori.

Ban Ki Moon riprende quanto ha detto in Vaticano lo scorso 28 aprile, scrive di essere stato ragguagliato da Papa Francesco sulla sua prossima enciclica nell’incontro privato che hanno avuto, sottolinea l’impatto che possono avere i leader religiosi nel ricordare che “l’umanità è parte della natura, non separata o al di sopra della natura.”

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