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Caritas: "L'agricoltura industriale non è l'unica via per la giustizia alimentare"

Caritas Internationalis: "L'agricoltura industriale non è l'unica via per la giustizia alimentare. Il dibattito su un sistema alimentare più equo deve includere le donne e gli agricoltori locali"

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In occasione del pre-vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite a Roma, Caritas Internationalis esorta i decisori politici a includere i diritti dei poveri in tutte le discussioni e ad assicurare una significativa partecipazione dei produttori e dei consumatori locali, in particolare delle donne, nella definizione e nell' attuazione delle politiche a livello locale.

"Sia il pre-vertice che il vertice sui sistemi alimentari - che si terrà a settembre a New York - non devono rappresentare delle occasioni mancate per assicurare una trasformazione duratura dei sistemi alimentari, che è tanto più necessaria ora che la pandemia di COVID-19 ha accelerato e aggravato le preesistenti disuguaglianze nell’ accesso al cibo. Si prevede infatti che nei mesi e negli anni a venire diversi milioni di persone soffriranno a causa dell'insicurezza alimentare e della malnutrizione", si legge nel comunicato ufficiale Caritas.

Partendo dalla convinzione che l'accesso al cibo è un diritto umano fondamentale, Caritas Internationalis è convinta che la sicurezza alimentare non potrà essere garantita, e i sistemi alimentari non potranno essere trasformati, unicamente promuovendo l'agricoltura industriale, che a lungo andare contribuirà soltanto a creare un maggior numero di persone escluse dalla catena di distribuzione. Inoltre, ciò genererà anche maggiori ingiustizie nell'accesso al cibo.

Sulla base della sua pluri-decennale esperienza con le comunità più povere, Caritas Internationalis "chiede che vengano promosse l'agricoltura tradizionale comunitaria, l'agroecologia, la revisione delle catene di approvvigionamento a favore di mercati locali e si favorisca un consumo alimentare responsabile. Vi è un urgente bisogno di promuovere un'agricoltura e una produzione alimentare che incrementino i metodi ecologici e sostenibili, e di incoraggiare le attività agricole rurali attraverso degli incentivi per i contadini".

"Questo è stato anche il grido degli agricoltori latino-americani durante il Sinodo sull'Amazzonia del 2019. Ciò garantirà la “giustizia alimentare” e permetterà ai piccoli agricoltori poveri di vivere dignitosamente", afferma Aloysius John, segretario generale di Caritas Internationalis. 

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Occorre altresì riconoscere il ruolo primario che le donne rivestono nell'agricoltura tradizionale in ambito locale ed aiutarle a porre in essere delle cooperative e filiere locali che consentano loro di vendere i propri prodotti. "Le donne fanno parte del settore agricolo e sono responsabili del 60-80% della produzione alimentare nei Paesi in via di sviluppo - aggiunge Aloysius John – Tuttavia sono anche coloro che incontrano maggiori difficoltà e sfide a causa della mancanza di accesso ai diritti sulla terra, al credito, alle risorse di produzione e al capitale di avviamento".

In linea con gli insegnamenti della Laudato si', le organizzazioni Caritas mettono in discussione le soluzioni tecnocratiche a problemi come il cambiamento climatico, il degrado ambientale e lo spreco alimentare. "La crisi alimentare mondiale ha bisogno di essere affrontata in modo diverso, superando il presupposto secondo il quale la scienza e la tecnologia possono offrire soluzioni ad ogni problema e adottando scelte politiche, stili di vita e spiritualità che sfidino il paradigma tecnocratico predominante – conclude John - Al centro dei problemi di insicurezza alimentare, fame e malnutrizione vi sono degli esseri umani con una loro dignità, relazioni e speranze".