Caritas-Migrantes, ecco il XXX Rapporto sulle presenze straniere in Italia

La pandemia pesa sugli stranieri: aumentano la disoccupazione e la povertà assoluta

La copertina del rapporto
Foto: Migrantes
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Gli stranieri in Italia nel 2021 sono diminuiti del 5,1%, così come sono scesi i permessi rilasciati per motivi di protezione internazionale. Sono gli effetti del Covid-19 sulla popolazione straniera in Italia secondo il XXX Rapporto della Fondazione Migrantes - Caritas Italiana, presentato stamane a Roma.

Secondo il Rapporto la maggioranza degli immigrati - il 58,5% - vive al Nord. Seguono Nord Est e Centro. Al Sud e nelle Isole abita il 16,9% degli stranieri residenti in Italia. Le prime 5 regioni nelle quali si attesta la maggior presenza di stranieri sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Tra le province in testa Roma, seguita da Milano e Torino.

Sul lato della componente religiosa diminuiscono di circa il 2% gli stranieri che professano l'Islam. Aumentano invece i cristiani, che sono oltre il 56% del totale: la maggioranza è composta da ortodossa, seguono poi i cattolici al 30% circa. Tra le altre componenti religiose nell'ordine figurano buddisti, induisti e sikh.

Particolarmente pesante l'impatto del coronavirus anche sul fronte lavoro: il tasso di disoccupazione dei cittadini stranieri è al 13,1%, mentre quello di occupazione è del 60,6%.

Oltre 165mila i contagi da Covid denunciati da lavoratori stranieri mentre sono circa 2 milioni i cittadini immigrati in Italia vaccinati contro il coronavirus. Critica infine la situazione relativa alla povertà che vede il 26,7% delle famiglie straniere residenti in Italia povere in termini assoluti a fronte di un’incidenza del 6% tra le famiglie di soli cittadini italiani.

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