CEI: "Agricoltura importante per il futuro dell'umanità"

Frutta raccolta in una azienda agricola
Foto: Wikicommons Pubblico Dominio
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Il messaggio della Conferenza Episcopale Italiana per la Giornata del Ringraziamento che si celebra domenica prossima 13 novembre è legato all’anno internazionale dei legumi proclamato dalle Nazioni Unite.

“La globalizzazione - scrivono i Vescovi - configura in modo unitario l’orientamento della politica e della cultura internazionale, definendo in modo nuovo lo stesso concetto di bene comune, sempre più di pertinenza planetaria. Importante è il ruolo dei legumi, ricchi di proteine vegetali e di fibre, non solo per la nutrizione delle persone, ma anche per quella degli animali cui possono essere destinati come foraggi e mangimi”. Ciò richiama all’importanza “dell’agricoltura per il futuro di una famiglia umana sempre più bisognosa di cibo sano e sufficiente, alla rilevanza del lavoro della terra e dei suoi prodotti nella lotta contro la fame e per la salute. È, dunque, in primo luogo, un riconoscimento dell’importanza del mondo agricolo e del suo insostituibile contributo alla vita dell’umanità sulla terra, in un tempo che sembra aver scordato tale realtà”.

“Valorizzare nella produzione e nel consumo - prosegue il Messaggio - la varietà di specie che appartengono a questa famiglia vegetale è poi anche un modo di apprezzare la splendida biodiversità del nostro pianeta, in cui uno sguardo credente sa riconoscere un’espressione della ricchezza dell’opera creatrice di Dio. È anche un modo di contribuire alla sua salvaguardia, che – nota ancora la Laudato si’ – è, invece, spesso minacciata da monocolture”.

Bisogna pertanto “promuovere un’economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale, indispensabile perché continui ad essere possibile offrire occupazione”. 

Oggi - continuano i Vescovi Italiani - dobbiamo “meditare su una realtà complessa che coinvolge stili di vita, forme della produzione, legami con la terra, relazioni tra persone e famiglie. Abbiamo bisogno di una spiritualità del coltivare la terra, che ci aiuti a riscoprirla come madre ed a lavorarla in modo sostenibile. Dobbiamo riscoprire la nostra condizione di figli che lavorano, rendono fertile e custodiscono il dono della terra attraverso la rete delle imprese agricole familiari, dove esso può farsi presente nel contesto di relazioni umane improntate alla gratuità e alla condivisione, rese fertili dal grande dono che Dio ci fa del suo amore misericordioso”.

Non deve mancare infine “l’impegno per la trasparenza dell’informazione ai consumatori. Quest’ultimo è un impegno formativo ed educativo indispensabile per una sana nutrizione che recupera la sobrietà delle tradizioni alimentari, apre spazi di diversificazione a favore delle produzioni tipiche e locali, risponde alle domande della società civile sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, del ciclo dei prodotti, con particolare riguardo al cambiamento climatico; richieste essenziali per rendere effettiva una responsabilità sociale d’impresa e un consumo responsabile all’altezza delle sfide dei tempi e del dono della terra e dei suoi frutti”.

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