CEI: "Assurdo investire in armi e non in agricoltura"

La denuncia dei Vescovi italiani nel Messaggio per la Giornata del Ringraziamento del prossimo 6 novembre

L'Assemblea Generale della CEI con il Papa (archivio)
Foto: Daniel Ibanez CNA
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“L’agricoltura è un’attività umana che assicura la produzione di beni primari ed è sorgente di grandi valori: la dignità e la creatività delle persone, la possibilità di una cooperazione fruttuosa, di una fraternità accogliente, il legame sociale che si crea tra i lavoratori. Apprezziamo oggi più che mai questa attività produttiva in un tempo segnato dalla guerra, perché la mancata produzione di grano affama i popoli e li tiene in scacco. Le scelte assurde di investire in armi anziché in agricoltura fanno tornare attuale il sogno di Isaia di trasformare le spade in aratri, le lance in falci”. Questo l’incipit del Messaggio della Conferenza Episcopale Italiana in vista della 72/ma Giornata Nazionale del Ringraziamento che si celebrerà il prossimo 6 novembre.

I Vescovi denunciano i rischi delle agromafie che puntano a “pratiche di agricoltura insostenibili dal punto di vista ambientale e di sofisticazione alimentare, così come uso di terreni agricoli per l’immagazzinamento di rifiuti tossici industriali o urbani”.

“La relazione tra cura del creato e giustizia – sottolinea il testo - è fondamentale, perché quando viene meno l’uomo violenta la natura e non promuove il lavoro del fratello. Legalità e trasparenza sono determinanti per la salute, per la cura della terra, per la qualità della vita sociale: senza di esse non c’è amore per la creazione e tutela della dignità della persona, né amicizia sociale per gli uomini e le donne che la lavorano”.

La Chiesa – conclude la CEI - continua a denunciare le forme di corruzione mafiosa e di sfruttamento dei poveri e vuole mantenere le mani libere da legami con i poteri di agromafie invasive e distruttive. Purtroppo, le terre inquinate sono frutto anche di silenzi omertosi e di indifferenza. La comunità cristiana invoca, inoltre, un impegno forte da parte delle autorità pubbliche: è necessaria un’azione continuativa di prevenzione delle infiltrazioni criminali e di contrasto ad esse. Al contempo, quanto farebbe bene all’economia il sostegno di soggetti che operano nella legalità. Essi testimoniano un’economia che valorizza le persone e custodisce l’ambiente. È il segno che la dottrina sociale della Chiesa si incarna nel concreto e promuove relazioni di fraternità tra le persone e di cura verso il creato. Ben venga ogni strumento normativo disponibile per strappare i lavoratori alla precarietà”.

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