CEI, Bagnasco confermato presidente fino all’Assemblea Generale

Il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI
Foto: Marco Mancini / ACI Stampa
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Il Cardinale Angelo Bagnasco resta presidente della Conferenza Episcopale Italiana fino all’Assemblea generale dei vescovi italiani, che si terrà dal 22 al 25 maggio prossimi. Lo annuncia un comunicato della Sala Stampa vaticana.

Il Cardinale Bagnasco era scaduto lo scorso 7 marzo, quando aveva concluso il suo secondo quinquennio come presidente. Con l’annuncio, il Papa praticamente gli lascia la guida della Conferenza Episcopale, prorogandolo oltre la scadenza. Se non ci fosse stata la proroga, avrebbe esercitato le funzioni di presidente pro-tempore uno dei tre vicepresidenti dell’assemblea (del Nord, del Sud e del Centro), generalmente quello più anziano.

L’arcivescovo di Genova traghetterà dunque la CEI fino alla prossima assemblea generale. Dall’assemblea generale, arriverà l’indicazione al Papa di una terna a partire dalla quale si legge lo Statuto – il Papa nominerà il nuovo presidente.

Il Presidente della CEI era nominato direttamente dal Santo Padre, che è, come vescovo di Roma, primate di Italia.

All'inizio del pontificato, Papa Francesco ha però chiesto ai vescovi di rivedere il regolamento per l’elezione del nuovo presidente, e i vescovi italiani sono arrivati alla conclusione che vogliono comunque che il Papa nomini il loro presidente. Si tratta anche un modo di rendere visibile il legame con la sede di Roma, tanto che una volta si parlò persino di chiamare il presidente CEI “presidente delegato”.

Alla fine, i vescovi hanno deciso di mantenere la tipicità della Santa Sede. Durante l’assemblea generale, potranno essere votati come presidente tutti i vescovi residenziali: non fanno parte, di questi vescovi, il Vicario di Roma o l’assistente ecclesiastico dell'Università Cattolica che non ha attualmente incarico residenziale, né il segretario generale della CEI, per fare degli esempi. Dall’esito delle votazioni si giungerà alla terna da presentare al Santo Padre. La terna è solo un punto di partenza. Il Papa potrebbe anche pescare fuori dal mazzo presentato a lui dai vescovi italiani.

Si legge nel nuovo regolamento, promulgato il 22 settembre 2014: “In considerazione dei particolari vincoli dell’Episcopato d’Italia con il Papa, Vescovo di Roma, la nomina del Presidente della Conferenza è riservata al Sommo Pontefice, su proposta dell’Assemblea Generale che elegge, a maggioranza assoluta, una terna di Vescovi diocesani”.

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