CEI, conclusi i lavori del consiglio episcopale permanente

Una riunione del consiglio episcopale permanente
Foto: ACI Stampa
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Si sono conclusi i lavori della sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della CEI, aperti lunedì scorso con l'introduzione del Cardinale Gualtiero Bassetti.

Oltre ai temi affrontati nella prolusione del Cardinale Presidente, i Vescovi - si legge nel comunicato finale - si è parlato del tema della "riduzione del numero delle Diocesi, dove la disponibilità a un nuovo confronto si unisce alla richiesta di ascolto e coinvolgimento delle Conferenze Episcopali Regionali".

Tra i tanti temi sul tappeto anche la questione migratoria. "La Chiesa italiana ribadisce la dignità della persona del migrante; il dovere dell’accoglienza, a cui lo stesso Santo Padre non cessa di richiamare; il servizio generoso sostenuto da tante Diocesi, parrocchie, comunità e famiglie. Anche a prezzo di un certo tasso di popolarità, la Chiesa avverte la necessità di contribuire attivamente a una cultura dell’integrazione, oltre che al superamento dell’indifferenza davanti al dramma di quanti scompaiono nel Mediterraneo o sono torturati nei campi profughi della Libia. Molte Diocesi hanno riaffermato la volontà di continuare a ospitarle, facendosene carico e promuovendo iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di raccolta fondi".

Sul fronte della gestione finanziaria "il Consiglio Permanente si è confrontato su una bozza di documento, che individua criteri oggettivi di selezione degli investimenti, integrando gli standard internazionali legati alle tre dimensioni della finanza sostenibile e responsabile con quelli della Dottrina sociale della Chiesa".

Contestulamente i Vescovi hanno ribadito che più che impegnarsi per un "presunto diritto a morire", si impegnano invece "a sostenere quello a una morte degna, come affermazione della cura dell’uomo verso di sé e verso il prossimo. Di qui, in particolare, il richiamo a non disattendere ulteriormente l’applicazione della legge che assicura le cure palliative".

Decisa anche la costituzione del "Servizio Nazionale per la pastorale delle persone con disabilità. L’intento è quello di offrire alla CEI, alle Diocesi, agli Istituti di Vita Consacrata, alle Società di Vita Apostolica, ad Associazioni e Movimenti un supporto per l’inclusione nella vita ecclesiale delle persone con disabilità – intese come soggetti a pieno titolo della pastorale – e dei loro familiari".

Infine la tutela dei minori: il Consiglio ha ascoltato "la testimonianza di due vittime, abusate da sacerdoti quando erano minorenni", ed è stato "autorizzato il testo delle Linee guida, da presentare all’esame e all’approvazione dell’Assemblea Generale a maggio".

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