CEI: "La sfida maggiore oggi è la tutela e la dignità del lavoro"

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Foto: ACI Stampa
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"L’orizzonte del lavoro è stato sintetizzato da papa Francesco in quattro aggettivi: libero, creativo, partecipativo e solidale". Lo ricorda la Conferenza Episcopale Italiana nel messaggio in occasione della Festa del Lavoro, il prossimo 1 maggio.

"Siamo purtroppo lontani in molti casi - sottolinea la Cei - da quel traguardo e da quell’orizzonte, che vede nel lavoro un’opportunità per affermare la dignità della persona e la sua capacità di collaborare all’opera creativa di Dio".

Siamo stati capaci di "creare valore economico a livello globale", ma permangono difficoltà nel "promuovere un’equa distribuzione delle risorse", nel "favorire l’inclusione di chi viene scartato", nel "tutelare l’ambiente e difendere il lavoro".

La sfida maggiore oggi è dunque quella "della tutela e della dignità del lavoro. Dignità che è essenziale per il senso e la fioritura della vita umana e la sua capacità di investire in relazioni e nel futuro. La situazione è resa particolarmente difficile perché richiede la capacità di adattarsi e di rispondere a due trasformazioni epocali: quella della globalizzazione e della quarta rivoluzione industriale".

Bisogna poi denunciare e condannare - prosegue il testo - "quella parte, purtroppo vasta, di dinamiche del lavoro molto lontane dall’essere libere, creative, partecipative e solidali. Appare del tutto evidente l’importanza di costruire politiche che favoriscano l’investimento in due direzioni principali. Da una parte la formazione, l’istruzione e le competenze che saranno sempre più importanti per favorire la riqualificazione del lavoro ed andare ad occupare i tanti spazi aperti dalle nuove potenzialità create. Dall’altra l’umanità diventerà una delle chiavi di successo principali dei mondi del lavoro futuri, perché l’arte della collaborazione, i servizi alla persona e le relazioni saranno sempre più qualificanti e decisive".

"La sfida affascinante della vita del Paese e quella su cui ci giochiamo il futuro del lavoro - concludono i vescovi - può essere vinta solo superando la carestia di speranza, puntando su fiducia, accoglienza ed innovazione e non chiudendosi nella sterilità della paura e nel conflitto".

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