“Chi prega si salva”. Dopo Benedetto ecco il vademecum di Papa Francesco

Papa Francesco durante una confessione
Foto: Vatican Media / ACI Group
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E’ stata pubblicata da Avvenire la Prefazione di Papa Francesco alla nuova edizione di “Chi prega si salva”, che va ad affiancare e accompagnare l’introduzione che a suo tempo regalò a 30Giorni l’allora cardinale Josef Ratzinger, poi papa Benedetto XVI. Un vademecum per “confessarsi bene” che accompagna la sesta edizione del diffuso libretto “Chi prega si salva” curato da don Giacomo Tantardini (1946-2012). 

Il manualetto con le preghiere più semplici della tradizione cristiana, fu pubblicato per la prima volta nel 2001 dalla rivista “30Giorni”. Seguirono altre edizioni, fino a quella del 2005 che conteneva un’introduzione firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger che poco dopo sarebbe stato eletto al Pontificato. La versione attuale ha mantenuto quel testo, che è preceduto da una breve riflessione di Papa Francesco.

“La vergogna è una grazia se ci spinge a chiedere il perdono, come è una grazia il dono delle lacrime, che lava il nostro sguardo, ci fa vedere meglio la realtà”, esordisce Francesco nella prefazione.

“La misericordia divina, come impariamo dal Vangelo, attende paziente il ritorno del figliol prodigo, anzi lo anticipa, lo previene toccando per prima il suo cuore, così da destare in lui il desiderio di poter essere riabbracciato dalla Sua infinita tenerezza e di poter ricominciare a camminare. Nel confessionale dobbiamo essere concreti nell’accusa dei peccati, senza reticenze, ma poi vediamo che è il Signore stesso che ci “tappa la bocca”, come a dirci: basta così… Gli basta vedere questo accenno di dolore, non vuole torturare la tua anima, la vuole abbracciare. Vuole la tua gioia”, commenta ancora il Papa nella prefazione.

Il Pontefice poi cita una frase che il prete don Giacomo “ripeteva spesso nell’ultima parte della sua vita: Chi si confessa bene diventa santo”.

Il Cardinale Raztinger allora scriveva: "Il Signore ci ha insegnato il Padre nostro come modello dell’autentica preghiera e ci ha donato una Madre, la Chiesa, che ci aiuta a pregare. La Chiesa ha ricevuto dalla Sacra Scrittura un grande tesoro di preghiere. Nel corso dei secoli sono salite, dai cuori dei fedeli, numerose preghiere con cui essi sempre di nuovo si indirizzano a Dio. Nel pregare con la Madre Chiesa noi stessi impariamo a pregare".

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