Chiara Lubich e la profezia della economia di comunione

Maria Voce all' Ambasciata d' Italia
Foto: AA
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A 10 anni dalla scomparsa di Chiara Lubich e pochi giorni prima della visita di Papa Francesco a Loppiano la cittadella a misura d’uomo che Chiara ha voluto come modello di vita l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede ha volto ospitare una tavola rotonda dedicata alla visione economica dell’ Opera di Maria, il movimento dei Focolari.

Ospite d’onore dell’ Ambasciatore Pietro Sebastiani la presidente Maria Voce che è succeduta a Chiara Lubich e il sostituto della Segreteria di Stato l’arcivescovo Becciu legato al Movimento.

In un decennio in cui sono cambiati i paradigmi dell’economia, ha detto l’ambasciatore Sebastiani,  la profezia della economia di comunione è di estrema attualità soprattutto in in mondo nel quale la forbice tra poveri e ricchi si amplia sempre più. Ma se l’obiettivo è l’uomo se si capiscono e conoscono i fondi etici, se ci si trasforma in consumatori consapevoli  le prospettive cambiano radicalmente. Come ha fatto Chiara che - ha ricordato Maria Voce- è stata spinta dall’amore e ha compreso come la chiave di una nuova società sia la reciprocità. Per lei la dottrina sociale inizia semplicemente dal Magnificat.

Il sostituto Giovanni Angelo Becciu, ha ricordato la forte relazione tra la visione della “economia di comunione” che vive in molte realtà grazie ai Focolari e il magistero dei Papi. Tra i relatori anche Luigino Bruni, Professore ordinario di Economia all’Università LUMSA di Roma: “Occorre rilanciare la dimensione profetica dell’Economia di Comunione - ha detto Bruni - che non è solo economia civile ma è fortemente legata all’esperienza spirituale della fondazione che le ha dato Chiara Lubich. Questo vuol dire non dimenticare i poveri, stare di più nelle periferie, nelle fratture, in quei luoghi dove la vita e l’economia rinascono ogni giorno”.

L’incontro è stato una occasione per ricordare che nel 1998, nella motivazione del riconoscimento dato a Chiara Lubich dall’allora Presidente della Repubblica Federale del Brasile, Fernando Henrique Cardoso, l’Economia di Comunione veniva riconosciuta come «una forma innovatrice ed efficace di lotta contro la povertà e l’esclusione». «Le imprese considerate come comunità di persone – prosegue la motivazione – sono chiamate a passare dalla cultura dell’avere alla cultura del dono, dall’economia del consumo all’economia di comunione. La strategia commerciale di queste imprese ha una funzione sociale ben chiara, poiché i loro obiettivi sono incentrati sull’uomo, non avendo come unico criterio il rendimento del capitale investito».

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