Chiese stazionali, nella settimana di Pasqua si arriva a San Paolo

Una basilica benedettina

La Fiamma Paolina
Foto: pd
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Il Martedì della Settimana di Pasqua il percorso stazionale torna a San Paolo Fuori le Mura.

Quando si arriva alla basilica ostiense  il primo impatto è con la magnificenza della chiesa anche se in gran parte ricostruita nell ‘800 dopo un devastante incendio.

Ma ci sono molte cosa da scoprire nel complesso di San Paolo, soprattutto legate alla vita dei monaci benedettini il cui monastero fin dai tempi più antichi è legato alla tomba dell’ Apostolo delle genti.

Alcuni monaci Benedettini sono sepolti sotto la Basilica presso la porta d’ingresso di sinistra. Tra di essi c’è uno dei primi religiosi aborigeni australiani di Roma, Francesco Saverio Conaci, un novizio del Monastero Benedettino di New Norcia, Australia Occidentale, che morì a Roma il 10 ottobre 1853. Si vede l’immagine di un boomerang sul pavimento di marmo proprio fuori della porta d’ingresso di sinistra, vicino al luogo dove Fratel Francesco è sepolto.

Così si legge nel sito che accompagna il fedele o il visitatore alla scoperta di una vera e propria cittadella della fede.

L’area espositiva archeologica  è una delle più interessanti di questa parte di Roma lontana dal centro storico.

Tra le nuove tradizioni quella della Fiamma Paolina.Ogni pellegrino potrà associarsi al gesto della luce, vicino a San Paolo.

Offrendo questa candela siamo collegati a tutte le Comunità dove Paolo è transitato, infatti gli stessi candelabri sono nelle chiese dell"itinerario Paolino.

Questa fiamma di preghiera e di comunione è stata accesa dal Santo Padre il 28 giugno 2008, in occasione dell"apertura dell´Anno Paolino ed è quotidianamente alimentata dai Monaci dell"Abbazia Benedettina.

Domani la liturgia si celebra a San Lorenzo Fuori le Mura alle 18.30 

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