Cina: dal Papa e la Santa Sede prudenza per le dichiarazioni del vescovo Ma Daqin

Il vescovo Ma Daqin
Foto: pd
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Era stato ordinato nel 2012 con il consenso della Santa Sede e del Governo cinese, ma di fatto non ha mai potuto esercitare la sua funzione di vescovo. Monsignor Taddeo Ma Daqin lo scorso 12 giugno nel suo blog elogiato l’organizzazione di controllo della stato sulla Chiesa.

Il vescovo da quattro anni è agli arresti domiciliari perché aveva dichiarato di lasciare la così detta “Chiesa patriottica” per fare solo il pastore.

Molti fedeli sono rimasti quindi sgomenti dal cambiamento di posizione. Molte le ipotesi che circolano in ambienti che bene conoscono le vicende tribolate dei cattolici in Cina, anche alla luce del tentativo di dialogo cui Papa Francesco sembra aver dato una accellerazione.

E proprio dal Papa arriva una dichiarazione, attraverso Padre Lombardi:

“In risposta alle richieste di notizie di diversi giornalisti sono in condizione di dire quanto segue:

1) Quanto alle recenti dichiarazioni attribuite a Mons. Taddeo Ma Daqin, Vescovo Ausiliare di Shanghai, la Santa Sede ne è venuta a conoscenza tramite il suo blog e le agenzie di stampa. Al riguardo non si hanno attualmente informazioni dirette.

2) Ogni speculazione in merito ad un presunto ruolo della Santa Sede è fuori di luogo.

3) La vicenda personale ed ecclesiale di Mons. Ma Daqin, così come quella di tutti i cattolici cinesi, è seguita con particolare premura e sollecitudine dal Santo Padre, che li tiene presenti quotidianamente nella preghiera.”

Ovvia la prudenza per una situazione molto complessa. Resta comunque ancora valida la posizione di fondo della Lettera di Papa Benedetto XVI ai cattolici cinesi, confermata più volte da Papa Francesco.

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