COMECE, l’arcivescovo Hollerich nuovo presidente

L'arcivescovo Jean Claude Hollerich, nuovo presidente del COMECE. Sullo sfondo, il Cardinale Reinhard Marx, presidente uscente
Foto: COMECE
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È gesuita, ha vissuto e insegnato a lungo in Giappone, ed è un esperto di pastorale giovanile: questo l’identikit dell’arcivescovo Jean Claude Hollerich di Lussemburgo, chiamato a succedere al Cardinale Reinhard Marx alla guida del COMECE.

Il COMECE è la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee composta da vescovi delegati dalle conferenze episcopali dell'Unione. Ha sede a Bruxelles, da dove monitora le attività dell’Unione Europea in tutti i campi di interesse della Chiesa Cattolica.

Terminati due mandati di tre anni, il Cardinale Marx lascia così il testimone. Il suo successore avrà un mandato più ampio, di cinque anni (dal 2018 al 2023), perché lo statuto è stato nel frattempo modificato.

Nell’assemblea del COMECE sono stati anche nominati i quattro vicepresidenti dell’organismo. Sono il vescovo Mariano Crociata, di Latina, già segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana; il vescovo irlandese Noel Treanor, che servì da segretario generale del COMECE; il vescovo Jan Vokal dalla Repubblica Ceca; e il vescovo Franz Jozef Overbeck, dalla Germania.

Il vescovo lituano Rimantas Norvila è stato nominato presidente della Commissione per le Relazioni Esterne della Unione Europea, il vescovo francese Antoine Herouard è stato scelto come presidente della commissione degli Affari Sociali, mentre la commissione Affari Legali sarà guidata dal vescovo Theodorus Cornelius Maria Hoogenbhoon, dei Paesi Bassi.

Il nuovo direttivo ha cominciato il suo mandato con una Messa per l’Europa celebrata dal Cardinale Jozef de Kesel, arcivescovo di Bruxelles, nella chiesa di Notre-Dame du Sablon.

Come sarà la nuova presidenza del COMECE? In generale, l’arcivescovo Hollerich ha un profilo più pastorale del Cardinale Marx, ed ha un particolare orientamento per la pastorale giovanile. Recentemente, ha chiamato con sé in Lussemburgo padre Michel Remery, il creatore del progetto “Tweeting with God”, per portare avanti il suo lavoro di dialogo con i giovani.

Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1981, formatosi in Belgio e Lussemburgo, l'arcivescovo Hollerich è partito per il Giappone nel 1985. Lì, ha studiato lingua e cultura giapponese, e ha studiato teologia all’Università Sophia di Tokyo, che è stata anche la fucina in cui si formarono i generali gesuiti Pedro Arrupe e Adolfo Nicolas.

Terminati gli studi a Francoforte, l'arcivescovo Hollerich è stato ordinato sacerdote nel 1990, è tornato in Giappone dove ha avuto vari incarichi all’università Sophia: insegnante dal 1994, cappellano degli Studenti dal 1999, vicerettore della comunità dei Gesuiti della Società e vice rettore dell’Università Scelta.

Benedetto XVI lo ha chiamato nel 2011 a guidare la piccola diocesi di Lussemburgo. Attualmente, l’arcivescovo Hollerich è presidente della rete “Giustizia e Pace Europa”, composta da più di trenta commissioni nazionali, che interviene in pubblico su temi come giustizia sociale, costruzione della pace e protezione dell’ambiente.

È questo il profilo chiamato a succedere al Cardinale Reinhard Marx, che è reduce dal processo europeo avviato con il dialogo (Re)Thinking Europe. Lo stesso comunicato stampa del COMECE sottolinea che l’arcivescovo Hollerich è chiamato a capitalizzare il successo dell’iniziativa e di rafforzare il dialogo con l’Europa.

“Sono pronto a lavorare con tutte le persone di buona volontà che si dedicano al rispetto e alla protezione della dignità umana”, ha dichiarato l’arcivescovo Hollerich, che è al COMECE dal 2011.

All’interno della commissione, l'arcivescovo ha grandemente contribuito a portare avanti un dialogo attivo tra le istituzioni europee e la Chiesa.

“I cristiani – ha detto durante il 13esimo incontro di alto livello della Commissione Europea – non sono un gruppo di interesse che parlano a favore delle religioni, ma cittadini europei impegnati a costruire l’Europa, la nostra casa comune”.

L’eredità del Cardinale Marx, o perlomeno il tono da lui impresso alla sua presidenza, è contenuto nell’ultimo editoriale di Europeinfos. “Nonostante il forte attaccamento ai nostri Paesi e culture – ha scritto l’arcivescovo di Monaco - noi come Chiesa universale dobbiamo anche dare una testimonianza comune e non possiamo pensare solo in base a categorie nazionali”.

 

Il Cardinale Marx ha anche sottolineato che, nell’Europa di oggi,

“la Chiesa ha un ruolo importante da svolgere. È una costruttrice di ponti tra Oriente e Occidente, tra persone e opinioni”.

 

Tra i temi lanciati, la questione di un maggiore e più fruttuoso legame tra COMECE e CCEE, il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee. Anche in questo, l’arcivescovo Hollerich, da tempo membro del CCEE, potrà dare un contributo.

 

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