Confidare pienamente nel Signore. XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Cristo Pantocratore
Foto: pubblico dominio
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La liturgia della Messa di questa domenica è un invito alla speranza, a confidare pienamente nel Signore. In un momento di grande oscurità politica, sociale e religiosa il profeta Isaia alza la sua voce per portare conforto al popolo eletto ed annunciare il gioioso ritorno alla patria: Dite agli smarriti di cuore: Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio…Egli viene a salvarvi. E il profeta annuncia prodigi che si compiranno pienamente con la venuta del Messia.

E in effetti, con la venuta di Cristo l’uomo, stanco o ferito a causa dell’esistenza umana, ritrova speranza, felicità e vita. Non a caso, il Vangelo della Messa ci presenta il miracolo della guarigione di un sordo muto. Il Signore su questa persona compie quattro azioni: 1) lo porta in disparte; 2) gli pone le dita nelle orecchie; 3) gli tocca la lingua con la saliva; 4) alza gli occhi verso il cielo e pronuncia una parola: Effatà, cioè Apriti. Chi opera la guarigione del sordo muto è Gesù, tuttavia Egli ha voluto – come in altre circostanze- servirsi di cose materiali, sensibili e visibili. I miracoli di Gesù si ripetono, hanno una loro attualità che continua anche per noi oggi attraverso i sacramenti.

Infatti, la Chiesa, fin dai primi secoli della sua storia, ripete gli stessi gesti compiuti da Cristo sul battezzato, accompagnandoli con queste parole: Il Signore Gesù che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola e di professare la tua fede. Con il Battesimo lo Spirito Santo libera l’uomo dal peccato e gli dona la capacità di ascoltare la Parola di Dio e di proclamare l’amore infinito di Dio.

Il Signore, dunque, ancora oggi parla, opera e ci salva. Parla attraverso la Sacra Scrittura, che è veramente sua Parola, agisce e ci salva attraverso i Sacramenti i quali sono stati voluti dal Signore perché la redenzione da Lui operata possa raggiungere tutti gli uomini in modo semplice e accessibile. Infatti, in questi sette segni efficaci della grazia l’uomo incontra Gesù, la fonte di ogni grazia che rinnova la nostra vita: Nei sacramenti Gesù ci parla, ci perdona, ci fortifica, ci dà il bacio della riconciliazione e dell’amicizia, ci conferisce i suoi stessi meriti e il suo potere, ci dà tutto se stesso (E. Boylan, Questo tremendo amore, Ares 1956, 183).

       

In me, dunque, si rende presente, grazie ai sacramenti, la vita divina perchè Cristo vive in me e io in Lui. Si tratta di un mistero che nessun ragionamento umano riesce a risolvere. Tuttavia, è necessario che ci diventi ogni giorno più familiare fino al giorno in cui ci verrà pienamente rivelato nella venuta gloriosa di Cristo alla fine dei tempi: Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è (IGv 3.2).

       

       

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