Contro la tratta per la libertà, il tema della giornate dell'8 febbraio

La locandina della Giornata contro la Tratta
Foto: UISG
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Saranno ricevuti dal Papa il 12 febbraio 2018 i partecipanti alle iniziative per la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone che sarà celebrata il prossimo 8 Febbraio 2018, avrà come filo conduttore proprio il tema “Migrazione senza tratta. Sì alla Libertà! No alla tratta!”. Intanto il 28 novembre 2017 si svolgerà a Roma un Seminario di studio in preparazione della giornata presso l’Università Lumsa.

La giornata si celebra ogni anno nel giorno in cui si ricorda la memoria Liturgica di Santa Bakhita, che conobbe nella sua vita le sofferenze della schiavitù, è promossa dal Comitato per la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta, coordinato da Talitha Kum (UISG-USG), la Rete Internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone.

Del comitato fanno parte la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA), il Dicastero per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale, la Sezione Migranti e Rifugiati, Caritas Internationalis, l’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (WUCWO), l’Anti-Trafficking Working Group (UISG/UISG), Jesuit Refugees Service.

Suor Gabriella Bottani, la coordinatrice del Comitato spiega che “L’edizione 2018 della Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta ci permette di accompagnare con la preghiera e il nostro impegno i lavori delle Nazioni Unite per il Global Migration Compact, uno strumento internazionale con il quale i Capi di Stato e dei Governi di tutti i paesi membri delle Nazioni Unite mettono al centro della loro agenda politica il tema di migranti e rifugiati, riconoscendo il bisogno di un approccio comune e coordinato della questione migratoria.  La tratta di persone è uno dei temi centrali di questo dibattito.”

 Recentemente-spiegano gli organizzatori- il fenomeno ha subito ulteriori cambiamenti. L’aumento esponenziale di persone che – in fuga da paesi in guerra o comunque rischiosi per l’incolumità personale – si affidano alle organizzazioni che favoriscono l’ingresso illegale sui nostri territori, ha indotto le organizzazioni criminali dedite alla tratta a confondere le proprie vittime tra i tanti migranti che approdano sulle nostre coste e chiedono il riconoscimento dello status di rifugiato.

Per questo oggi è più che mai necessario mettere in atto tutte le misure che consentano una adeguata e precoce identificazione delle vittime, e quindi l’emersione di storie di questo tipo e favoriscano così una pronta assistenza e protezione a persone estremamente vulnerabili come sono le vittime di tratta.

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