Coronavirus, al Pantheon un concerto di commemorazione per le vittime

Il concerto, sotto gli auspici della Segreteria di Stato vaticana, è parte di un impegno di lungo termine nel dialogo ecumenico

L'arcivescovo Gallagher con il professor Giuseppe Tedeschi, il mezzosoprano Mari Ratkova, monsignor Gervais al termine del concerto
Foto: GT
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L’impegno ecumenico, il peso diplomatico e la musica usata come ponte tra le due cose: lo scorso 28 giugno, alla presenza dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, “ministro degli Esteri” vaticano, si è tenuto alla Basilica di Santa Maria ad Martyres del Pantheon a Roma un concerto di commemorazione delle vittime del coronavirus.

Il concerto, che si inseriva nelle manifestazioni della XXIII edizione del Festival di Pasqua di Roma, era particolarmente atteso, anche perché parte di una serie di iniziative di ampio respiro internazionale.

Il Maestro Enrico Castiglione del Maestro ha diretto il messosoprano-contralto Maria Ratkova e il maestro Josep Solé Coll, primo organista della Basilica di San Pietro in Vaticano, in una serie di brani del grande repertorio internazionale di musica sacra.

Al concerto ha partecipato anche il maestro Dimitry Morozov, direttore musicale e artistico del Teatro Nazionale di Stato di Kharkiv (Ucraina) CXID THEATRE.

Il maestro Morozov è protagonista di uno scambio culturale tra Santa Sede e Ucraina iniziato nel luglio 2019, quando fu il primo ucraino nella storia a suonare il grande organo della Basilica di San Pietro durante una funzione capitolare. Nel gennaio 2020, il maestro Morozov tenne due concerti in collaborazione con il Pontificio Istituto di Musica Sacra, che erano stati allora patrocinati dall’Ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede.

Sono molti i temi di interesse del concerto, organizzato con il contributo di Giuseppe Tedeschi, addetto di Anticamera di Sua Santità, e patrocinato dall’associazione culturale Tota Pulchra e persino andato in diretta video ufficiale con il Teatro di Kharkiv.

Non sorprende, dunque, la presenza della Segreteria di Stato vaticana con il suo ministro per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, nonché di diversi membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. L’evento, infatti, si inserisce in quella particolare “diplomazia culturale” portata avanti anche attraverso la musica sacra e la liturgia.

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