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Coronavirus, chiusa la Basilica del Santo Sepolcro per almeno una settimana

Misure restrittive in Israele anche per le pratiche religiose, primi casi positivi a Gaza

Le porte sbarrate della basilica del Santo Sepolcro  |  | Hadas Parush/Flash90/ da Terrasanta.net Le porte sbarrate della basilica del Santo Sepolcro | | Hadas Parush/Flash90/ da Terrasanta.net

Da ieri pomeriggio anche la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme ha chiuso i battenti. Con i pellegrinaggi azzerati le autorità civili hanno deciso per questa misura eccezionale.

Poco dopo le 17.00 è stata la polizia israeliana a disporre la chiusura che per ora è prevista per una settimana.

Alle autorità ecclesiastiche non è rimasto che prendere atto della decisione.

Del resto il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, il custode di Terra Santa e il patriarca armeno di Gerusalemme  pochi giorni fa avevano chiesto a tutti il rispetto di alcune misure precauzionali.

Le restrizione previste erano quelle indicata in tutto Israele: non formare gruppi superiori alle dieci persone; tenere una distanza minima di due metri gli uni dagli altri; di evitare ogni forma di devozione espressa con il contatto fisico, come baciare o accarezzare pietre, abiti, icone; di attenersi ad ogni disposizione delle autorità civili competenti.

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La chiusura della basilica del Santo Sepolcro del resto rientra in una stretta per tutte le attività in tutto Israele dove i contagi sono circa 2200.

Tutto è previsto per una settimana. Come riporta terrasanta.net molte sono le indicazioni che riguardano riti religiosi della fede ebraica.  Ridotti anche i trasporti pubblici da usare con alcuni accorgimenti.

Per la “distanza sociale” Israele ha scelto due metri, più sicure del metro di cui si parla in Italia.

Per chi non rispetta queste prescrizioni si palre di reato penale e si espone a sanzioni amministrative.

Ieri nella solennità dell’Annunciazione Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme ha celebrato la messa  davanti alla Grotta dell’Annunciazione con dieci sacerdoti, ma i fedeli hanno partecipato soltanto da lontano, dalle proprie case, guardando la diretta streaming del Christian Media Center. “In un momento in cui il progresso scientifico, il nostro mondo avanzato, il nostro sentirci “quasi invincibili” sono crollati o messi fortemente in discussione dall’arrivo di questo virus, il brano del Vangelo invita ad alzare lo sguardo e ad avere fiducia in Dio” ha detto il presule. 

Intanto anche alla frontiera tra l'Egitto e la Striscia di Gaza il 21 marzo  scorso sono stati riscontrati i primi due casi di infezione da coronavirus. Due palestinesi, rientrati nella Striscia attraverso il valico di Rafah al confine con l’Egitto, sono risultati positivial test del Covid-19.

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L’annuncio è stato dato dal viceministro della salute del governo di Hamas che controlla la Striscia, Youssef Abulreesh.