Coronavirus, de Donatis: “Gesù è il nostro tempio, e questo ci può bastare”

Il vicario del Papa per la diocesi di Roma ricorda che ogni cristiano è tempio di Cristo. Un tempio “che non chiude mai le porte e che non si può distruggere”

Il Cardinale de Donatis durante la celebrazione del 15 marzo 2020 al Divino Amore
Foto: Tv2000
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In questo tempo in cui non possiamo andare in chiesa, “ci consola sentire che Gesù è ln nostro tempio e questo ci può bastare”, perché lui è un tempio che “non chiude mai”, ed è un tempio “del quale per il Battesimo tutti entriamo a far parte”.

Il Cardinale Angelo de Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, continua le sue messe serali al Divino Amore. E il suo è un messaggio forte a tutti i Romani: quello di ricordarsi di essere tempio di Dio, di vivere la parola di Dio, perché “ci fanno le basi come ‘ce la faremo’ o ritrovarci affacciandoci dai balconi, ma questo alla lunga non basterà”.

Il Vangelo è quello di Gesù che si disseta al pozzo dalla Samaritana, e che viene preceduto dalla lettura dell’Esodo in cui Mosè disseta gli israeliti toccando una roccia e facendo sgorgare una sorgente e dal commento di Paolo.

Esordisce il Cardinale de Donatis: “In questi giorni in cui il Coronavirus ci tiene tutti a casa e ci impedisce di celebrare l’Eucarestia insieme nelle nostre chiese, ci consola molto sentire da Gesù che è lui il nostro tempio e che questo ci può bastare”.

Se Gesù, già quando cacciò i mercanti dal tempio, disse di distruggere questo tempio e lui ne avrebbe fatto risorgere un altro, alludendo a lui stesso, alla samaritana – sottolinea il Cardinale – “Gesù dice che né il monte di Sicar né quello di Gerusalemme sono il luogo dell’adorazione del Padre, e quel luogo è il suo corpo di crocifisso risorto, il vero tempio del quale per il Battesimo tutti entriamo a far parte”.

Nel Vangelo di Giovanni, nota il cardinale de Donatis, la morte e risurrezione di Gesù sono anche “l’ora delle nozze, perché in quel momento la Chiesa diventa un solo corpo con il Signore Gesù”.

È quello “il nuovo tempio, non costruito da mani d’uomo, che non chiude mai le porte, non si può distruggere, perché è il corpo del Signore risorto”. È un tempio che c’è “dovunque noi siamo, al lavoro, rinchiusi in casa, in terapia intensiva, nei centri Caritas tra poveri e volontari, nelle chiese vuote o nei negozi dalle saracinesche abbassate, noi siamo nel corpo di Cristo risorto”.

Gesù dice alla Samaritana che lui è l’acqua viva, e – chiosa il cardinale – “quando noi ci dissetiamo dell’acqua viva di Gesù, ecco che sgorga la sorgente interiore dello spirito, zampilla la vita nuova dei figli di Dio, è il miracolo della fede, della grazia, che riempie dal di dentro la nostra vita trasformandoci, trasfigurandoci, illuminando gli anfratti oscuri delle nostre paure”.

Per questo, al di là degli slogan e del ritrovarsi sui balconi, è importante “rafforzare il nostro mondo interiore, abbiamo bisogno di dissetarci alla roccia solida che è il Cristo”.

Il Cardinale de Donatis invita a cercare “nelle nostre famiglie di ascoltare la parola di Gesù, lasciamoci confortare, sostenere dal Signore, preghiamo insieme infondendoci coraggio gli uni gli altri”; chiede che “se vediamo che un componente della famiglia dà segni di stanchezza o sta per scoppiare, lasciamolo sfogare. Aiutiamolo a riprendersi mostrandogli tutto ciò che di bello nel passato, nel futuro e persino nel momento difficile del presente può regalargli”.

Ancora, il Cardinale suggerisce di non stare “in famiglia con lo stile dei separati in casa, tutta la rete di relazioni che possiamo attivare sono oggi luogo in cui farci del bene.”

E conclude: “È un regalo prezioso poter celebrare alla messa in streaming, ci aiuta a sentirci una famiglia più grande e percepire che tutti insieme siamo il corpo di Cristo, nel tempio dello Spirito nel quale è possibile dissetarci soprattutto in questo momento. L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito. Lasciamo che questo amore ci custodisca nella pace e nella tenerezza reciproca”.

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