Coronavirus, il Cardinale Canizares denunciato per aver aperto le porte della chiesa

Al termine della celebrazione della patrona di Valencia, Nuestra Senora de los Desemparados, il Cardinale ha benedetto la città dall’uscio della chiesa. Si indaga se ha violato le restrizioni anti – Covid 19

La Virgen de los Desemparados esposta alla porta della cattedrale di Valencia, 10 maggio 2020
Foto: ArchiValencia / Manolo Guallart
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Durante la Messa, aveva annunciato la creazione di un comitato diocesano per l’impiego e il lavoro degno, una misura messa in atto per aiutare quanti, con la crisi del coronavirus, si sono ritrovati senza lavoro. E nelle settimane precedenti si era lamentato di quanti premevano per il ritorno delle Messe con il popolo, sottolineando che era importante seguire le indicazioni per evitare il contagio. Ma la scorsa domenica ha benedetto la città dalla porta della chiesa dove aveva celebrato Messa, e davanti a lui si erano radunate un 200 persone che avevano saputo della benedizione. Tanto è bastato per far scattare l’indagine contro il Cardinale Antonio Carnizares Llovera.

Quella del Cardinale Canizares è stata “una decisione irresponsabile”, secondo Aaron Cano, consigliere comunale per la protezione dei cittadini, che ha anche affermato che il cardinale ha agito “con premeditazione e tradimento”, dato che c’era anche una telecamera.

La verità è che il tempio non è stato realmente aperto, e dunque l’annuncio delle indagini appare quasi un modo per fare pressione sulla Chiesa cattolica.

La festa di Nostra Signora degli Abbandonati si celebra a Valencia ogni seconda domenica di maggio. Tradizionalmente, si celebrano tre messe: la Messa della Scoperta, la Messa degli Infanti e la Messa pontificale. A motivo della pandemia, si è celebrata una sola Messa, a “porte chiuse” e “senza la presenza di fedeli”, ha specificato l’arcidiocesi di Valencia.

Al termine della Messa, il Cardinale Cañizares ha impartito la benedizione apostolica di Papa Francesco e ha suggerito che l’immagine pellegrina di Nostra Signora degli abbandonati fosse portata alla porta della basilica e da lì benedicesse la città.

Le porte della chiesa sono state aperte alle 11.30, e la notizia si è diffusa in città, così che circa 200 persone erano accorse per vedere le immagine della Vergine. Secondo la polizia locale, non rispettavano le distanze di sicurezza.

L’accusa è che il cardinale Canizares abbia fatto uscire l’immagine dalla chiesa. Una versione dei fatti seccamente smentita dall’arcidiocesi. Al contrario – ha piegato l’arcidiocesi – l’immagine è stata posta in plaza de la Virgen, e lì centinaia di persone si sono riunite per vedere l’immagine. I video dimostrano che tutti rispettavano le regole sociali sulla distanza e indossavano maschere facciali.

L’immagine è stata in “pubblico” solo per i minuti in cui è stato suonato l’inno regionale di Valencia, mentre membri delle forze di Polizia e della Croce Rossa cercavano di far rispettare le distanze. Mai è stata riscontrata una violazione della legge.

L’arcidiocesi – si legge in una dichiarazione – ha “rigorosamente rispettato” le misure autorizzate dalle autorità sanitaria sin dal 14 marzo, quando è stato proclamato lo Stato di emergenza. Non ci sono state messe con il concorso di popolo, ma le chiese sono state aperte per la preghiera privata, dove le persone possono entrare in numero limitato indossando una mascherina e usando disinfettante all’ingresso.

Il Cardinale è stato accusato di “imbrogliare”, perché ha dato una pubblica benedizione sebbene non avesse avuto il permesso per la celebrazione. La polizia ha dunque chiuso la basilica.

Nelle scorse ore, il sindaco di Valencia, Joan Ribò, ha difeso il Cardinale Canizares, assicurando che non ci sia stata una situazione tale da definire “una concentrazione né una agglomerazione importante di persone” nella plaza della Virgen de lo Desamparaods. Il governo ha invitato alla prudenza, e attende la relazione della polizia.

La denuncia contro il Cardinale Canizares è l’ennesimo episodio, durante questa pandemia, che mostra come l’interpretazione restrittiva delle misure dei governi, e le misure stesse, possano costituire un attacco alla libertà di culto.

In Francia, nella chiesa di St. André d’Europe a Parigi, la polizia ha interrotto una celebrazione religiosa il 19 aprile, e lo stesso è successo il 17 aprile a Soncino, in provincia di Cremona. E sono stati diversi gli episodi registrati ovunque in cui forze di polizia hanno indagato sacerdoti con l’accusa di aver disatteso le norme coronavirus.

L’indagine contro il Cardinale Canizares arriva, in Spagna, in una situazione particolarmente tesa tra governo e Chiesa cattolica. Più volte il governo socialista ha infatti fatto sapere di voler cambiare il Concordato, in particolare con l’idea di voler reclamare i beni di dominio pubblico, e ha mostrato una certa ostilità nei confronti della Chiesa.

Ostilità particolarmente percepita contro il Cardinale Canizares, che ha Roma è stato prefetto della Congregazione per il Culto Divino. Nel 2016, il cardinale Canizares finì persino sotto inchiesta per omofobia dopo che in un discorso aveva difeso la famiglia naturale e attaccato l’ideologia gender.

Eppure, il Cardinale Canizares è stato uno dei cardinali che tra i primi si è adeguato alle misure anti-coronavirus. Una settimana fa, in una lettera pastorale del 29 aprile, il Cardinale aveva persino denunciato “campagne orchestrate” che chiedevano la riapertura delle Chiese, e sottolineato che i cattolici sono chiamati a contribuire al bene comune, lavorando a fianco del governo.

Durante l’omelia della scorsa domenica, il Cardinale Canizares ha annunciato misure speciali da parte dell’arcidiocesi di Valencia per assistere le persone più colpite dalla pandemia. Sarà creata, ha detto, un Consiglio o una Commissione diocesana, per “fare per i disoccupati tutto quello che possiamo. La speranza è la risposta all’impotenza, rimane attenta al dolore dei malati, degli anziani, di coloro che sono soli, di coloro che sono minacciati nella loro vita”.

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