Coronavirus, la CEI: le norme per le celebrazioni non cambiano

Dopo l'ultimo DPCM restano invariate le disposizioni per le celebrazioni come da protocollo del 7 maggio scorso

Una riunione del Consiglio permanente della CEI
Foto: Archivio CNA
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

L’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante norme per il contrasto alla diffusione dell’epidemia di coronavirus "lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Esso rimane altresì integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, già trasmesse nel corso dell’estate”. Lo afferma una nota della Conferenza Episcopale Italiana.

Restano invariate dunque le normative fin qui imposte tra cui l’igienizzazione delle mani del sacerdote che distribuisce la Comunione. La celebrazione delle Cresime assicurando il rispetto delle indicazioni sanitarie. la  reintroduzione dei cori e cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti.

Inoltre – ricorda la CEI -  “durante la celebrazione del matrimonio gli sposi possono non indossare la mascherina; durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune”.

I Vescovi italiani confermano infine la loro disponibilità ad una interlocuzione costante con il Governo e il Comitato tecnico-scientifico, per monitorare il quadro epidemiologico e l’evoluzione della pandemia.

Ti potrebbe interessare