Coronavirus: Milano, Torino, Venezia e altre diocesi sospendono le messe e le attività

Ecco le disposizioni delle diocesi del nord di fronte all'emergenza del Coronavirus

L'Eucarestia
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Sono più di 100 i casi di Coronavirus accertati in Italia e più precisamente nelle regioni nord del Paese. Per questo motivo, alcune diocesi italiane come Milano, Torino, Venezia, hanno reso note le disposizioni riguardo messe e attività pastorali per limitare il contagio.

Per la diocesi di Venezia il Patriarca Moraglia commenta: "Viviamo con responsabilità civica questo momento, senza cedere ad allarmismi e paure ingiustificate”. Poi il comunicato ufficiale: "A seguito di quanto stabilito in data odierna dalla Regione Veneto, dalle ore 24.00 di  domenica 23 febbraio 2020 fino alle ore 24.00 di domenica 1 marzo 2020, per evitare gli assembramenti di persone, la Diocesi di Venezia dispone la sospensione di quanto segue: La celebrazione pubblica di S. Messe, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri e domenicali, sacramenti (inclusa la celebrazione di battesimi, prime comunioni e cresime), sacramentali, liturgie e pie devozioni quali la Via Crucis; in sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, i fedeli dedichino un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione".

Stessa cosa per la Diocesi di Torino, l'Arcivescovo Nosiglia ha disposto quanto segue: "Per la settimana dal 24 febbraio al 1° marzo sono sospese in tutte le parrocchie le attività pastorali che prevedano la presenza di gruppi di persone (eccetto le sante messe), in particolare sono sospese le attività del catechismo e quelle di ogni oratorio; sono anche sospese tutte le attività pubbliche a livello di uffici d curia e a livello di diocesi; per quanto riguarda le celebrazioni delle SS. Messe feriali e festive si chiede a tutti i fedeli di ricevere la comunione eucaristica in mano (e non direttamente in bocca), di astenersi dal segno della pace e di non usare l’acquasantiera (che andrà svuotata); in riferimento al rito delle Ceneri previsto per mercoledì 26 febbraio, si impongano le ceneri direttamente sul capo dei fedeli senza alcun contatto fisico e non si facciano celebrazioni per i bambini al fine di tutelarne la salute".

Anche la Diocesi di Milano comunica i provvedimenti decisi dopo l'ordinanza regionale: "La sospensione delle Celebrazioni eucaristiche con concorso di popolo a partire dall’orario vespertino di domenica 23 febbraio e fino a data da definire a seguito dell’evolversi della situazione". Inoltre, "la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, di concerto con il Capitolo Metropolitano, cautelativamente, dispone: la chiusura ai turisti del Complesso Monumentale del Duomo di Milano nelle giornate del 24 e del 25 febbraio 2020, in attesa di ulteriori e più dettagliate disposizioni da parte delle autorità competenti, da definire a seguito dell’evolversi della situazione".

L'Arcivescovo Delpini commenta: "La benedizione di Dio ispiri la prudenza senza allarmismi, il senso del limite senza rassegnazione. Il consiglio dei sanitari e delle persone di buon senso suggerirà provvedimenti saggi. Ogni indicazione che sarà data per la prevenzione e per comportamenti prudenti sarà accolta con rigore dalle istituzioni ecclesiastiche".

Anche L'Emilia Romagna per contrastare la diffusione del Coronavirus ha firmato un'ordinanza che sospende fino al prossimo 1 marzo le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni
forma di aggregazione in luogo pubblico o privato. "In considerazione di tale ordinanza - riporta un comunicato ufficiale - sentito anche il Prefetto di Modena, nei territori dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola e nella diocesi di Carpi le parrocchie e gli enti ecclesiali sospenderanno le attività che rientrano nell’elenco indicato dalla Regione. Sono inoltre sospese le celebrazioni liturgiche feriali per l’intera settimana da lunedì 24 febbraio a sabato 29 febbraio compreso. Per quanto riguarda le Messe prefestive di sabato 29 e le Messe festive di domenica 1 marzo, verrà diffuso un aggiornamento entro giovedì sera. In sostituzione della celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, il 26 febbraio, i fedeli sono invitati ad un momento di preghiera e meditazione personale e in famiglia".

Anche i Vescovi liguri, in ragione dell’ordinanza emanata dal Presidente della Regione Liguria, di concerto con il Governo, dispongono per quanto attiene al territorio regionale i seguenti provvedimenti: "che le chiese rimangano aperte, poi la sospensione delle Celebrazioni eucaristiche con concorso di popolo a partire dalla mezzanotte di domenica 23 febbraio fino alla mezzanotte di domenica 1 marzo (termini previsti nell'ordinanza regionale), che nei locali e nelle opere parrocchiali non si prevedano incontri, iniziative, riunioni (compresa l’attività catechistica), annullando, in ogni caso, eventi precedentemente fissati e infine la sospensione della Benedizione delle famiglie". 

Per l'emergenza Coronavirus, anche la Pontificia Basilica di Sant’Antonio a Padova sospende le funzioni religiose e chiude i siti museali fino a domenica 1° marzo. "La Basilica resta aperta al pubblico per la preghiera personale nel consueto orario (6.20 - 18.45), con l’invito ai devoti a evitare assembramenti di persone e a seguire le norme igieniche indicate nell’ordinanza", riporta un comunicato ufficiale. "I frati del Santo affidano all’intercessione di sant’Antonio tutte le persone che stanno soffrendo per questa epidemia, coloro che hanno perso i propri cari e quanti si stanno prodigando per assistere i malati e per affrontare in maniera adeguata questa emergenza sanitaria", assicurano i frati. 

Anche a Latina arrivano le indicazioni del vescovo Mariano Crociata che, tenuto conto delle indicazioni delle autorità sanitarie nazionali e della CEI ha inviato una sua nota ai parroci, amministratori parrocchiali e rettori di chiese non parrocchiali invitandoli a non alimentare un clima di paura o, peggio, di panico, nella sicurezza fondata che la situazione sanitaria è sotto controllo.

A questo ha aggiunto la richiesta di pregare per le persone colpite dal virus e per i medici, gli infermieri e tutti gli altri operatori che si dedicano alla cura delle persone malate.

Infine, ha chiesto ai parroci, con decorrenza immediata, di togliere l’acqua benedetta dall’acquasantiera posta agli ingressi delle chiese; nelle liturgie – quando previsto - di invitare i fedeli a scambiarsi il segno della pace con un semplice inchino e a ricevere la Santa Comunione nella mano.

“Nell’emergenza creata dal diffondersi del contagio del coronavirus è nostro dovere collaborare con le decisioni assunte dalle autorità statali e regionali, nello spirito di quella corresponsabilità che punta al maggior bene comune nella situazione data”. Lo scrive mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, in una lettera ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa friulana in seguito alle misure sanitarie disposte dal ministero della Salute di intesa con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

articolo aggiornato alle ore 17.34

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