Coronavirus, Papa Francesco: “Il Signore ci dia la grazia della creatività ”

Nella Messa del mattino nella Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco chiede di riscoprire la vocazione originaria dei cristiani. La preghiera è per gli artisti

Papa Francesco durante una Messa celebrata nella Domus Sanctae Marthae
Foto: Vatican Media / ACI Group
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La Messa quotidiana di Papa Francesco è dedicata questa volta agli artisti, “che hanno questa capacità di creatività molto grande, e attraverso la strada della bellezza ci indicano la strada da seguire”. Papa Francesco chiede che “il Signore dia a tutti la grazia della creatività in questo momento”.

Non ci sono riferimenti del Papa alla decisione del governo italiano di continuare a impedire la possibilità di celebrazioni con il popolo almeno fino al 18 maggio. Come di consueto, Papa Francesco prega per una situazione particolare della crisi, e poi si concentra sul Vangelo del giorno per l’omelia.

Il passo di oggi avviene appena dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù si è ritirato a pregare, i discepoli hanno preso la barca, e Gesù li ha raggiunti camminando sulle acque. Ma le persone vedono una barca a riva, pensano che Gesù non sia partito, poi lo cercano, e lo trovano a Cafarnao.

Racconta Papa Francesco: “La gente che aveva ascoltato Gesù durante tutta la giornata e poi ha avuto questa grazia della moltiplicazione dei pani e ha visto il potere di Gesù volevano farlo re”.

Così questi, “prima andavano da Gesù per ascoltare la parola e anche per chiedere la guarigione degli ammalati. Ma quando hanno visto che Gesù dava loro da mangiare, cosa che loro non aspettavano, hanno pensato: questo sarebbe un buon governante e sarebbe in grado di liberarci dal potere dei romani e per portare il Paese avanti e si sono entusiasmati per farlo re”.

Insomma, era avvenuto un cambiamento d’animo, che “aveva fatto loro dimenticare l’entusiasmo che la parola di Gesù faceva nascere nel loro cuore”.

Questi cercano Gesù, lo ritrovano a Cafarnao, chiedono a Gesù quando vi è arrivato, e Gesù, racconta Papa Francesco, fa “tornare loro al primo sentimento”, li rimprovera e sottolinea che lo hanno cercato solo perché hanno mangiato, non per i segni. Di fronte alla loro umiltà, Gesù li invita a darsi da fare non per il cibo che non dura, ma per quello che dura.

“Gesù - spiega Papa Francesco - corregge l’atteggiamento delle persone, della folla, perché a metà cammino si era allontanato dalla prima consolazione spirituale e aveva preso una strada che non era giusta, una strada più mondana che evangelica”.

Succede anche a noi, continua il Papa, che “nella vita cominciano una strada alla sequela di Gesù, dietro Gesù con i valori del Vangelo, e a metà strada ci viene un’altra idea e ci allontaniamo e ci conformiamo con una cosa più temporanea, materiale, mondana e perdiamo la memoria di quel primo entusiasmo”.

Ma il Signore, aggiunge Papa Francesco, “fa tornare sempre al primo incontro, al primo momento in cui ci ha guardato e ha fatto nascere dentro di noi la voglia di seguirlo”, e in fondo lo fa anche dopo la Resurrezione, quando dice alle donne di dire ai discepoli di andare in Galilea, dove lo troveranno. La Galilea – commenta Papa Francesco – è “dove è cominciato tutto” e tutti noi dobbiamo tornare là, nella nostra Galilea.

Papa Francesco chiede la grazia di “tornare sempre alla prima chiamata, al primo momento, perché avremo sempre la tentazione di allontanarci”. E invita a non dimenticare la propria storia, il momento in cui “Gesù mi ha guardato con amore e mi ha detto ‘questa è la tua strada’. Quando Gesù mi ha fatto capire quale era la strada del Vangelo e non altre strade un po’ mondane, con altri valori”.

 

Tra le cose che dice Gesù alle donne nella mattina della Resurrezione è andare dai miei discepoli e dite loro di andare in Galilea. Lì mi troveranno. Era il luogo del primo incontro. E ognuno di noi ha la propria Galilea. Nella vita succede quello che è successo a queasta gente buona ,succede che ci allontaniamo e cerchiamo altri valori, altre ermeneutiche e perdiamo la freschezza della prima chiamata”.

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