Crisi in Bielorussia, San Michele termina il viaggio. Ma la situazione è ancora difficile

Terminato il pellegrinaggio della statua in tutte le diocesi di Bielorussia, voluta dall’arcivescovo Kondrusiewicz, ancora in esilio

La statua di San Michele Arcangelo che ha peregrinato in Bielorussia
Foto: Catholic.by
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È arrivata a destinazione la statua di San Michele Arcangelo, giunta nel primo santuario di Bielorussia, la chiesa dell’Assunzione e di San Stanislao di Mogilev. Ed è arrivato anche il nunzio apostolico, l’arcivescovo Ante Jozic. Ma non è ancora tornato a casa l’arcivescovo Kondrusiewicz, mentre il governo ha passato una legge che prevede la repressione dura delle proteste anche con conseguenze letali.

Si parla di sanzioni dell’Unione Europea per la Bielorussia, mentre il presidente Lukashenko incontra l’opposizione in prigione e allo stesso tempo inasprisce le sanzioni. Ma lo sguardo della popolazione in Bielorussia è rivolto anche alla Chiesa cattolica, che non è maggioritaria nel Paese, ma che ha un forte impatto sulla popolazione, e che ha appoggiato da subito le proteste contro le elezioni.

L’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz di Minsk è ancora fuori dal Paese, impossibilitato a rientrare perché il suo passaporto non è stato considerato valido. Ma prima di partire, aveva convocato un grande pellegrinaggio della statua di San Michele Arcangelo per le quattro diocesi del Paese.

San Michele è considerato il patrono della Chiesa Bielorussa, e la peregrinatio della statua è cominciata il 4 settembre a Grodno, è poi stata nelle diocesi di Pinsk e Vitebsk e si è concluso il 29 settembre nella Cattedrale delle Beata Vergine Maria a Minsk. Il 30 settembre, poi, la statua è arrivata a Mogilev, dove c’è il più antico santuario di Bielorussia.

“Dal cuore della nostra patria – ha detto il vescovo Yury Kasabutsky, ausiliare di Kiev – il celeste vincitore dello spirito maligno si è diretto a Mogilev per coprire l’intera terra bielorussa con le sue ali bianche da Sud a Nord e da Ovest a Est e er disperdere le nuvole nere di bugie, di odio e violenza dal cielo sopra la patria”.

Il 4 ottobre, poi, a un mese esatto dall’inizio della peregrinatio partita dall’Ovest del Paese, i fedeli di oriente sono arrivati a Mogilev per pregare davanti alla statua, e hanno ricevuto un messaggio dell’arcivescovo Kondrusiewicz.

Questi ha ricordato che la crisi in Bielorussia è prima di tutto provocata dal peccato, che è la causa principale di tutte le divisioni e incomprensioni.

“Il tempo passa – ha detto l’arcivescovo - e la crisi continua. Diverse proposte per la sua soluzione non portano il risultato desiderato. Allo stesso tempo dimentichiamo la vecchia espressione: ‘Senza Dio - non alla soglia’. Cristo insegna anche chiaramente che senza di Lui non faremo nulla. Pertanto, insieme agli sforzi umani, è necessario chiedere l'aiuto di Dio in questo momento di prove affrontate dalla nostra nazione”.

L’arcivescovo ha anche sottolineato che “prima di tutto, la preghiera, la conversione e il perdono dovrebbero contribuire alla soluzione della crisi sociopolitica ne nostro Paese”. Un Paese formato da persone diversissime, eppure “così unite. Il nostro popolo ha una storia comune ricca e allo stesso tempo tragica. Siamo orgogliosi della nostra cultura, che occupa un posto d'onore nel patrimonio culturale mondiale. La nostra nazione è nata dal cristianesimo, che ha adottato più di 1.000 anni fa. E il cristianesimo è una religione di pace e convivenza pacifica. Abbiamo ottimi rapporti intercristiani, soprattutto tra cattolici e ortodossi. Possiamo anche essere orgogliosi di buone relazioni interreligiose. Tutto questo è di nostra proprietà comune ed è costoso”.

Quindi, l’arcivescovo Kondrusiewicz ha invitato i fedeli a pregare il rosario nel mese di ottobre, perché la preghiera “avvolga tutto il nostro Paese e ci aiuti ad essere salvati dal peccato di divisione”.

È arrivato, intanto, lo scorso 11 ottobre il nunzio in Belarus, l’arcivescovo Ante Jozic. È stato accolto in dal Segretario Generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici in Bielorussia, Monsignor Jozef Staniewski, insieme al segretario della Nunziatura apostolica in Bielorussia sacerdote Maher Shammas , il presidente del Gruppo di coordinamento dei superiori superiori, delegati e rappresentanti degli istituti religiosi maschili e femminili e delle società di vita apostolica in Bielorussia sacerdote Viktor Gaydukevich SDB, nonché un dipendente del Servizio Protocollo di Stato del Ministero degli Affari Esteri Della Repubblica di Bielorussia.

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