Dalla Polonia la richiesta al Papa di visitare anche Varsavia

Ewa Kopacz, presidente del Consiglio dei Ministri della Polonia
Foto: premier.gov.pl
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Trenta minuti di colloquio con l’interprete per  Ewa Kopacz, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Polonia in udienza dal Papa questa mattina per parlare della crisi in Ucraina, della minaccia dello stato islamico e del problema dei migranti e ovviamente della organizzazione della vista del Papa per la GMG del 2016.

Nel corso dei cordiali colloqui - si legge nella nota della Sala Stampa- è stata apprezzata la serena ed efficace collaborazione alla preparazione della visita che Sua Santità compirà in Polonia nel 2016, in occasione della Giornata mondiale della gioventù. Ci si è poi soffermati sul positivo contributo della Chiesa in Polonia nell’attuale contesto socio-economico e su alcune questioni di carattere etico. Nel prosieguo della conversazione c’è stato uno scambio di vedute sulla situazione internazionale, con particolare attenzione all’Ucraina.”

La presidente ha portato in dono al Papa un albero di mele. La Polonia produce un grande quantitativo di questo frutto che esportava in Russia ma con la crisi in Ucraina tutto è cambiato.

Il Papa ha regalato alla presidente un medaglione con la immagine di San Martino che divide il suo mantello con un povero e una copia della Evangelii gaudium.

La presidente dopo l’udienza ha detto ai giornalisti che ha chiesto al Papa di fermasi anche a Varsavia nel suo viaggio nel 2016 per ripetere le parole che già disse Giovanni Paolo II, che scenda lo Spirito per far cambiare le cose.

La Kopacz ha anche detto alla stampa una frase con la quale ha salutato il Papa assicurandolo che in Polonia è amato come lo era Giovanni Paolo II.

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