Dalla terra dei Thai al Paese del Sol Levante, Papa Francesco ripercorre il suo viaggio

Nell'Udienza Generale odierna il Papa ripercorre le tappe del suo 32esimo viaggio apostolico

Papa Francesco, Messa a Tokyo
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Papa Francesco, come è solito fare alla fine di ogni suo viaggio, incentra la catechesi dell'Udienza Generale, in Piazza San Pietro, sulle tappe principali del suo 32esimo viaggio apostolico in Thailandia e Giappone. Papa Francesco ha fatto ritorno ieri sera a Casa Santa Marta, questi giorni per lui sono stati "un dono del quale sono tanto grato al Signore".

Papa Francesco inizia dalla Thailandia, la sua prima tappa, il "popolo del bel sorriso": "La Tailandia è un antico Regno che si è fortemente modernizzato. Ho incoraggiato l’impegno per l’armonia tra le diverse componenti della nazione, come pure perché lo sviluppo economico possa andare a beneficio di tutti e siano sanate le piaghe dello sfruttamento, specialmente delle donne e dei minori". Francesco ricorda che la religione buddista è parte integrante della storia e della vita di questo popolo, perciò "mi sono recato in visita al Patriarca Supremo dei buddisti, perché crescano nel mondo la compassione e la fraternità". Il Papa ricorda poi la Messa a Bangkok: "Lì abbiamo sperimentato che nella nuova famiglia formata da Gesù Cristo ci sono anche i volti e le voci del popolo Thai".

L'ultima parte del suo 32esimo viaggio apostolico Papa Francesco l'ha trascorsa in Giappone. “Proteggere ogni vita è stato il motto della mia visita in Giappone, un Paese che porta impresse le piaghe del bombardamento atomico ed è per tutto il mondo portavoce del diritto fondamentale alla vita e alla pace- dice subito il Papa- A Nagasaki e Hiroshima ho sostato in preghiera, ho incontrato alcuni sopravvissuti e familiari delle vittime, e ho ribadito la ferma condanna delle armi nucleari e dell’ipocrisia di parlare di pace costruendo e vendendo ordigni bellici".

Francesco di questo viaggio ricorda in particolare l'incontro con i giovani: "Le prime vittime del vuoto di senso sono i giovani, perciò un incontro a Tokyo è stato dedicato a loro. Ho ascoltato le loro domande e i loro sogni; li ho incoraggiati ad opporsi insieme ad ogni forma di bullismo, e a vincere la paura e la chiusura aprendosi all’amore di Dio, nella preghiera e nel servizio al prossimo".

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