Dalle diocesi, come affrontare le vacanze dopo l’emergenza Covid?

Da Nord a Sud, i vescovi pensano ai fedeli che si preparano per le vacanze. Vacanze difficili, dopo l’emergenza COVID

Una famiglia in vacanza
Foto: Arcidiocesi di Torino
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Da qualche giorno siamo entrati nel periodo delle vacanze estive. Un tempo dedicato al riposo, ai viaggi, alla scoperta di luoghi diversi.  “Un tempo che fa vivere il senso di pienezza del presente”, scrive l’arcivescovo di Fermo, Rocco Pennacchio, in un messaggio ai turisti che sono arrivati o che stanno arrivando nelle Marche. Il periodico diocesano “La Voce delle Marche” ha dedicato l’intero numero estivo al turismo e a “quanto di più prezioso il nostro territorio possa regalare a coloro che in questa estate vorranno visitarlo”. Nel messaggio Pennacchio invita a mettere al centro di questo tempo “il desiderio, l’attenzione e la tensione verso ogni esperienza di incontro autentico tra persone” e di “scoprire una giusta misura della ‘prossimità’”.

I giorni che “trascorrerai in Calabria, nella Piana di Sibari, nella bellezza di questo territorio della diocesi di Cassano all’Jonio, siano sereni, dopo un periodo indubbiamente problematico che ci ha segnati”, è l’augurio del vescovo di Cassano allo Ionio, Francesco Savino evidenziando come oggi abbiamo “scoperto la nostra fragilità e i nostri limiti: il Covid-19 ha destabilizzato certezze e convinzioni, ma ci ha fatto trascorrere un ‘tempo sospeso’ che è anche ‘tempo ritrovato e liberato’ in quanto ci ha consentito di verificare il nostro rapporto col mondo e con gli altri attivando, ne sono certo, un processo di cambiamento”.

“Vedrete un Trentino giustamente sorridente e pronto ad accogliervi, ma sappiate che nessuno qui ha dimenticato, e non intende farlo, l’eredità di questi mesi”, scrive il vescovo di Trento, Lauro Tisi: “anzi, la cicatrice resta ben visibile, come dimostrano le misure di restrizione alla socializzazione anche in ambienti come quelli montani che l’immaginario associa alla natura stessa di libertà e di spazi senza confini. La sfida dell’estate trentina sarà proprio questa: fare del limite una risorsa; un’occasione di attenzione per gli altri, prima che per noi stessi”.

“Benvenuti nella nostra terra bella e ospitale”, scrive il vescovo di Lecce, Michele Seccia: “quest’anno vi abbiamo attesi più del solito: i disagi provocati dall’emergenza sanitaria e i gravissimi riflessi sull’economia hanno acuito le diseguaglianze costringendo tante famiglie a non muoversi da casa e a rinunciare a qualche giorno di meritato riposo”. Il vescovo pensa a loro: “provo a immaginare il senso di smarrimento e di paura che sperimentano riflettendo su un futuro senza un orizzonte nitido. E penso alla tristezza con cui tanti genitori fissano negli occhi i loro bambini ma anche alla delusione dei piccoli che quest’anno non potranno trascorrere, dopo un lungo periodo di isolamento e di lontananza anche dalla scuola, la tanto sospirata vacanza”. E rivolgendosi a chi ha scelto i territori della diocesi per vivere qualche giorno di relax “apro le porte e il cuore accogliente della Chiesa di Lecce. Chi arriva per la prima volta in questa terra meravigliosa, spalancherà gli occhi pieni di stupore ammirando i numerosi angoli di paradiso che la natura si è ritagliata proprio qui. Chi torna, invece, ci darà conferma che Lecce e il Salento meritano di essere visitati almeno una volta nella vita”.

Le diocesi e le parrocchie della Liguria aspettano i turisti per donare riposo al loro spirito nel periodo delle prossime vacanze, dicono i vescovi della regione

“Nonostante le incertezze sui tempi e le difficoltà lavorative, tutti noi, dopo il lockdown,  sentiamo il bisogno di uscire, di ritemprare il nostro spirito, di riassaporare la bellezza della natura, del mare, delle colline e dell’arte, di visitare luoghi che affascinano e ritrovare relazioni autentiche e non solo virtuali”, sottolineano i presuli della Metropolia di Taranto, Vincenzo Pisanello (Oria), Filippo Santoro (Taranto) e Claudio Maniago (Castellaneta) aggiungendo che “quello che vivremo probabilmente non ha le stesse forme precedenti ma è una possibilità per esprimere nella creatività un’adeguata accoglienza del desiderio del riposo”. Le vacanze sono “un’opportunità preziosa per riconoscere la presenza del Mistero, non solo attraverso la contemplazione delle bellezze artistiche e dei tesori paesaggistici, ma anche attraverso momenti di silenzio e di pace, di sane letture e di preghiera”.

“Benvenuti ai Lidi di Comacchio e di Pomposa, questo angolo di ‘casa comune’, tra terra e mare, il Delta e le oasi naturali, che vi ospita ogni anno per un tempo di vacanza e di riposo”, scrive Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio aggiungendo che il benvenuto si accompagna “a un invito a continuare, anche in questi nostri Lidi, il tempo della preghiera personale e comunitaria, a valorizzare i luoghi sacri”: “il tempo del riposo e della vacanza può diventare utile per fermarsi e riorganizzare la propria vita anche di fede, riconsiderare il valore dello stare in famiglia, recuperare relazioni e affetti”.

“Dopo il lockdown è forte in tutti il desiderio di uscire, vivere all’aperto, visitare luoghi che affascinano, ritrovare relazioni autentiche e non solo”, scrive Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo spiegando che il Covid-19 “oltre una ferita ci offre una feritoia, una finestra aperta sul futuro prossimo”.

“I tuoi giorni di vacanza possono essere una bella occasione per ammirare cose belle e ritornare a desiderare un futuro migliore”, è l’augurio del vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, osservando che “sia nella vacanza che nella vita quotidiana cerchiamo qualcosa di bello e di buono”. “Più degli anni passati - scrive l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone -  ci si lascia dietro tutto imboccando l’autostrada che porta verso il mare calmo o la quiete delle montagne. Eppure, in ciascuno di noi, non manca il sentimento che, come un tarlo, dice che non siamo né sofferenti, né insoddisfatti, ma di certo colpiti da amarezza”.

Molte anche le iniziative per far riscoprire itinerari di fede e cultura nelle vari diocesi ai turisti come le visite alle Torri della cattedrale di Cefalù che diventano ancora più suggestive all’interno del calendario delle aperture serali. Sei gli appuntamenti a partire da questa sera.  

Il turismo italiano “merita di essere sostenuto per valorizzare il grandissimo patrimonio culturale, ecclesiale, ambientale che possiede ma soprattutto per far riprendere l'economia italiana”, scrive l’Ufficio Cei per la Pastorale del Tempo Libero e del Turismo: “ auspicabile non dimenticarci né delle città d'arte, né delle bellezze delle località marine e montane”.

Ti potrebbe interessare