Dalle diocesi, come gestire le feste patronali ?

Una questione delicata soprattutto al Sud

Decorazioni a Mileto
Foto: @CalabriaMystery / FB
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Il tema della gestione delle feste patronali è sempre al centro dell’attenzione delle diocesi italiane. Negli anni scorsi anche documenti di conferenze episcopali regionale come la Calabria che ha pubblicato, qualche anno fa, un documento dal titolo  “Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare. Orientamenti pastorali per le Chiese di Calabria”. In queste settimane, nonostante il Covid continui a contagiare, stanno riprendendo le feste patronali che ogni anno richiamano fedeli da ogni parte. E non mancano raccomandazioni da parte dei presuli delle nostre diocesi.

Nella sessione primaverile della Conferenza Episcopale della Sicilia i 18 Vescovi siciliani hanno invitato a non sparare fuochi d’artificio per solidarietà umana al popolo ucraino. “Uomini, donne, bambini e anziani di quella nazione – hanno scritto i Vescovi siciliani in una nota – in questi giorni sono atterriti e uccisi dalle bombe belliche. In segno concreto di solidarietà invitiamo a convertire il corrispettivo dei fuochi d’artificio in aiuti umanitari ai profughi che saranno accolti nelle nostre diocesi e nelle nostre città”. In Calabria, in questa settimana, il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro ha scritto ai sacerdoti della diocesi evidenziando che “la sfida più delicata e preziosa, in questo periodo così concitato, è rappresentata dalle Feste dei Patroni, di Maria e dei Santi: tanti sono i motivi di gioia per la ripresa di questa bellissima esperienza tipica della nostra terra, anche se non mancano i motivi di apprensione e fatica”. L’ organizzazione pratica “sembrerà – ha scritto -  a volte prendere il sopravvento sulle cadenze pastorali e spirituali, ma sta a noi imparare anche dagli eventuali errori e fare sempre meglio. Al centro di tutto ci sia la preghiera comunitaria ad animare la preparazione delle feste, aiutandovi fraternamente tra voi sacerdoti soprattutto per organizzare le celebrazioni comunitarie del Sacramento della Misericordia!”.

Il vescovo Nostro parla di “surplus di gioia pastorale e di impegni” che in questo periodo investe i sacerdoti e chiede che “non manchi mai nelle vostre giornate, ve ne supplico un momento di deserto e di solitudine nel quale fare ritorno al cuore del Padre e riposarvi in Lui. Il suo respiro sia il vostro respiro, il suo Spirito sia il vostro spirito”. L’invito, in vista delle feste, è quello di “vigilare sempre su voi stessi e sui fratelli” e chiede la massima trasparenza nella gestione delle feste: il “grande tema della legalità (accolta pienamente da Cristo) si avvale di piccoli significativi gesti, imprescindibili e rappresentativi della nostra appartenenza alla società civile. Per questo vi parlo di gratuità: andare casa per casa a raccogliere soldi non fa per noi (e di fatto non lo facciamo) ma recarsi a visitare di persona i parrocchiani, soprattutto se anziani o malati, per invitarli alla festa patronale è un’occasione per creare il giusto clima nel quale realizzare queste iniziative”.

E poi l’invito a «non delegare totalmente la festa patronale a comitati pur validi, ma che hanno bisogno sempre del pastore che li guidi, li tuteli e li aiuti nel discernimento del bene” ma a condividere con i laici, che “sono un vero dono di Dio” la responsabilità “valorizzando le loro professionalità, le loro competenze e la loro disponibilità”.

Con “rinnovata fiducia”, dopo la sosta forzata di tante attività comunitarie, subita a causa della pandemia, nel “momento in cui abbiamo la possibilità di riprendere, rinnovandole nello spirito e nelle modalità, le celebrazioni e le espressioni tradizionali della fede e della pietà vissuta dal nostro popolo, vengo a presentare nuovamente a voi, Sacerdoti e Fedeli, le norme e le indicazioni che già furono date nel 2014 con il desiderio di contribuire a dare alle nostre feste popolari una veste ed un linguaggio capace di comunicare la verità e la grazia del Vangelo di Cristo nostro Signore”, scrive il vescovo di Aversa , Angelo Spinillo che  rivolge ai fedeli, ai parroci e ai sacerdoti, “il fraterno incoraggiamento a sviluppare il nostro impegno nel curare la vita e la formazione religiosa e spirituale del popolo di Dio e dei membri dei Comitati cui viene affidata l’ organizzazione delle feste comunitarie. In questa linea – conclude - spero continuare gli incontri con tutti perché insieme si possa proporre uno stile che possa dare una forma sempre più adeguata alla celebrazione dei nostri momenti di festa”.

 

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