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Dalle diocesi: comunicare il Vangelo tra social e realtà come chiede Papa Francesco

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Nella festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, come di consueto è stato diffuso il messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il 2 giugno.

In questi giorni molti i messaggi rivolti da vescovi italiani in occasione della festa. Diversi gli incontri con la stampa locale per un momento di confronto sui temi che riguardano il territorio. Ma non solo…

Proprio nel giorno della festa di San Francesco di Sales la Cei ha convocato a Roma i direttori regionali delle comunicazioni sociali e ha lanciato una nuova APP per offrire a tutti coloro che desiderano rimanere aggiornati le ultime notizie sulla vita della Chiesa italiana. Tutte le news ufficiali sulla CEI e le diocesi italiane da chiesacattolica.it costantemente aggiornate e consultabili in base ai temi di proprio interesse.

Nello stesso giorno la diocesi del Papa, Roma, arriva, per la prima volta, sui social media: Facebook, Twitter e Instagram con l’obiettivo, spiega il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, don Walter Insero, di “testimoniare la vicinanza della comunità cristiana di Roma alla gente, con un atteggiamento di ascolto, di accoglienza e di condivisione. Per questo bisogna comunicare, fare rete e coinvolgere tutti, aperti a dialogare con credenti e non credenti”.

Ieri a Siracusa è stato presentato il nuovo portale della Chiesa diocesana. Per l’occasione l'arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo, ha voluto incontrare i giornalisti e gli operatori della comunicazione. A Grosseto la diocesi sbarca in tv. Martedì 5 febbraio, infatti, andrà in onda su Tv9-Telemaremma la prima puntata di “Dentro i nostri giorni”, trasmissione televisiva realizzata dall'Ufficio comunicazioni sociali con il supporto tecnico dell’emittente televisiva maremmana. Una novità con la quale si apre questo 2019 appena iniziato, con il desiderio di annunciare il Vangelo attraverso i fatti e la vita della Chiesa locale.  La trasmissione avrà cadenza quindicinale e sarà trasmessa il primo e il terzo martedì di ogni mese alle 19.20, con tre repliche nei giorni successivi, in orari diversi. “Cinque anni fa – spiega il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi toscana, Giacomo D’Onofrio – il vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, ha avviato la riorganizzazione del settore diocesano delle comunicazioni sociali, chiamandomi ad assumere la responsabilità dell’ufficio, con uno specifico mandato: organizzare l’ufficio come motore e animatore della comunicazione sia all'interno sia all'esterno della realtà diocesana, cercando di utilizzare e di armonizzare fra loro tutti gli strumenti della comunicazione sociale, tenendo conto che oggi le persone vanno raggiunte in differenti modalità e con differenti linguaggi”.

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Il primo impegno è stato verso il settimanale “Toscana Oggi”, il cui dorso diocesano, “Rinnovamento”, quest’anno compie cento anni. Accanto al settimanale il nuovo sito internet, pensato anch'esso come un portale d’informazione, costantemente aggiornato, che gioca di sponda col giornale cartaceo da un lato e con i social dall'altro. Dallo scorso anno in diocesi ha preso avvio, dopo un periodo di pausa, la “Rivista Diocesana”, che raccoglie gli atti e i documenti del vescovo e della curia, ma “vuol essere anche uno strumento per custodire la storia della Chiesa diocesana”. Sempre in questi giorni compie un secolo di vita il settimanale della diocesi di Forlì-Bertinoro, “il Momento”. E ieri a Forlì l’incontro regionale per i giornalisti dell’Emilia-Romagna alla presenza del vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio e di don Ivan Maffeis, direttore dell’ Ufficio Comunicazione Sociali della Cei.

Nell’ultimo incontro della Conferenza episcopale delle Marche il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole ha illustrato il progetto di una piattaforma digitale delle Chiese marchigiane che sia uno strumento di comunione fra diocesi e di rilancio per la Chiesa che è nella regione.

Come si vede varie sono le sinergie che nelle varie diocesi italiane vengono utilizzate per una maggiore comunicazione, a partire dalla presenza di un settimanale o periodico diocesano. La maggioranza di questi aderiscono alla Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici: sono circa 180 e raggiungono gran parte del territorio nazionale. Le copie diffuse, secondo recenti accertamenti, sono intorno al milione a settimana. “Voci del territorio” da sostenere, spesso uniche testate che raccontano la vita locale dando voce a intere comunità.

Ai periodici si aggiungono le radio diocesane o parrocchiali che oggi aderiscono al circuito “InBlu”, progetto radiofonico nazionale d’ispirazione cristiana al servizio delle emittenti presenti sul territorio e sostenuto dalla Cei con radiogiornali, trasmessi ogni ora, programmi d’intrattenimento leggero, di commento e di approfondimento su temi sociali, culturali e religiosi ai quali si affiancano programmi realizzati localmente, celebrazioni e avvenimenti ecclesiali che interessano i territori diocesani. Non mancano poi le Sale della Comunità aderenti all’Acec, l’ Associazione cattolica esercenti cinema, presenti in tutt’Italia. Una realtà che ha allargato la sua area d’interesse al di là del cinema, introducendo il concetto di “sala della comunità” come luogo e spazio d’incontro, di testimonianza, di dialogo, di confronto.

E parlando di cinema da fine gennaio, ogni ultimo lunedì del mese, i preti della diocesi di Roma sono invitati a una proiezione al Pontificio Seminario Romano Maggiore con la presenza di un attore o del regista. A promuovere l’iniziativa sono stati il Servizio per la formazione permanente del clero e l’ Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi in collaborazione con Rai Cinema. “Il cinema è uno dei mezzi attraverso i quali si veicola la cultura attuale – sottolinea mons. Daniele Libanori, vescovo ausiliare delegato per il Diaconato permanente –. Ci è sembrato opportuno studiare e metterci nella condizione di visionare alcuni film. Questo non significa affatto che ne approviamo la linea né che ne sponsorizziamo le idee.  Il nostro è solo un processo conoscitivo: vogliamo capire non solo perché hanno impatto soprattutto nel mondo giovanile ma anche quali sono i valori o le idee che veicolano”.