Dalle diocesi, la Sicilia ricorda i suoi martiri dopo la visita del Papa

Papa Francesco a casa di Pino Puglisi
Foto: Vatican Media / Aci Group
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Il 3 ottobre, giorno in cui avrebbe compiuto, se fosse stato ancora in vita, sessantasei anni, si è conclusa  la fase diocesana del processo di beatificazione del giudice Rosario Angelo Livatino nella diocesi di Agrigento.

Un “professionista colto” ha detto l’arcivescovo, il card. Francesco Montenegro, ed “estremamente consapevole. Credente convinto e praticante. La sua fede ha dato forma al suo se”. Proprio oggi il “giudice ragazzino” avrebbe compiuto 66 anni, ha ricordato il porporato,  e “noi consegniamo questo lavoro all’amore misericordioso di Dio; anzi, volendo attingere a uno dei tratti tipici dei giudice Livatino, lo mettiamo ‘sotto la tutela di Dio’; sotto il suo sguardo di Padre che continua a indicarci nella giustizia la strada sicura in cui trovare la salvezza”. Rimanendo in Sicilia la visita apostolica di Papa Francesco alle diocesi di Piazza Armerina  e Palermo è stata al centro della Sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana.

Nel documento i vescovi dell’Isola pongono particolare attenzione alle indicazioni che il pontefice ha voluto tracciare in Cattedrale parlando al clero e al Convegno regionale dei giovani di Sicilia e hanno ancora una volta ribadito il no ad ogni tipo di mafia. Le parole di Papa Francesco – scrivono - nel XXV anniversario del martirio del Beato don Pino Puglisi, “sono state la conferma della  linea che l'intero episcopato ha già intrapreso da tempo, circa la condanna e la presa di distanza dal fenomeno mafioso,  illuminata dalle parole che San Giovanni Paolo II rivolse agli uomini della  mafia il 10 maggio 1993 con l'invito alla conversione e che, come vescovi delle Chiese di Sicilia, abbiamo voluto ribadire il 10 maggio scorso con la pubblicazione della lettera dal titolo ‘Convertitevi’.

La figura del beato Puglisi, gloria del clero siciliano, ci è stata proposta dal Santo Padre a  modello della vera sequela di Gesù nostro pastore che dà la vita per amore, come il chicco di grano che caduto nella terra ha prodotto frutto”. La Conferenza Episcopale Siciliana si sofferma, poi, sul "problema ecclesiale delle migrazioni", ribadendo “con forza e chiarezza il diritto alla vita, al rispetto della dignità umana e all’integrità fisica, conforme alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino e alla nostra Costituzione repubblicana”. I migranti, sottolineano i presuli,  “sono per tutti persone umane, per noi cristiani sono fratelli. Pertanto, urge che si attivino in ciascuno di noi e in particolare nelle comunità cristiane nuovi sentimenti di empatia e di immedesimazione, in nome della comune umanità, vincendo ogni indifferenza nei confronti di chi vive il disagio dell’esclusione sociale o condizioni di ingiustizie e di pericolo di qualsiasi natura”. 

Lettera da parte dei vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale che si celebra il 10 ottobre.  Sono passati quarant’anni dalla Legge n.180/78, detta anche “Legge Basaglia”. Una riforma “con grandi e positive novità: abbattere  - scrivono i presuli – le mura e ritornare al territorio, alla comunità; ribadire la possibilità concreta di cura e riabilitazione partendo dalla fiducia e dalla valorizzazione della persona umana; superare lo stigma e l’avversione verso i soggetti che portano i segni della sofferenza psichica”. I vescovi sottolineano, però, che “molte problematiche, nonostante le buone intenzioni iniziali ed indubbi miglioramenti, sono ancora presenti, prima fra tutte la situazione delle famiglie che debbono convivere, oscillando tra difficoltà, disperazione e qualche momento di speranza, con un proprio caro colpito da disturbo mentale”.

Per i vescovi occorre promuovere “solidarietà e accoglienza” che  significa “promuovere salute mentale. Contrastare la cultura dello scarto significa favorire – spiegano – la salute mentale”. Da qui l’invio, in questa giornata, alle Comunità cristiane alla preghiera ed alla riflessione su questi temi “così carichi di umanità”: “desideriamo stimolare a scelte coerenti di vicinanza verso questi fratelli e sorelle più fragili e le loro famiglie”.

Intanto nelle varie diocesi italiane continuano i convegni pastorali in vista del nuovo anno. Nella diocesi di Latina- Terracina, Sezze-Priverno, il vescovo, mons. Mariano Crociata, ha presentato il nuovo piano pastorale sul tema “Famiglia e Chiesa, insieme per educare”. “Con tutte le difficoltà che coppie e famiglie soffrono oggi, ci sono ancora , è stato detto -  tante famiglie che si sforzano di condurre una esistenza cristiana esemplare. Con il loro aiuto proveremo a dare un nuovo stile, familiare e comunitario, alle nostre parrocchie, ad introdurre le nuove generazioni nel senso della fede e della vita cristiana, e perfino a incoraggiare le famiglie in difficoltà ad avere fiducia nella possibilità di superarle, le difficoltà, e di riprendere uno stile di famiglia anche dopo gravi errori e fallimenti”.

Il vescovo ha suggerito tre impegni per questo anno pastorale: ogni parrocchia farà una rassegna delle coppie e delle famiglie che come tali già collaborazione alla vita della comunità o che possono venire coinvolte; riprendere le riflessioni sulla casa, sul raduno come ritmo della vita, sulle relazioni costitutive per verificare il loro stato nelle famiglie e nelle comunità parrocchiali; cercare fin d’ora di rendere tutta la comunità parrocchiale, con le famiglie, partecipe del cammino di completamento della Iniziazione Cristiana dei ragazzi”. Il Rapporto tra le nuove generazioni e la fede è stato anche al centro dell’Assemblea Diocesana di Locri-Gerace e che ha avuto come tema “Giovani, fede e discernimento vocazionale”.

E in vista della canonizzazione di papa Paolo VI l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, terrà un incontro, oggi, nella cappella arcivescovile sull’eredità del pontefice che è stato arcivescovo di Milano.  Nella Lettera pastorale “Cresce lungo il camino il suo vigore”, mons. Delpini, scrive che “la gioia dell’incontro con Gesù diventa ardore per l’annuncio (…). Ricordando la figura e il ministero di Giovanni Battista Montini in diocesi di Milano e la sua scelta del nome dell’apostolo Paolo come programma del suo pontificato, siamo chiamati a condividere lo spirito con cui ha promosso e vissuto la Missione di Milano del 1957 e le motivazioni che lo hanno convinto a visitare i continenti e a orientare il Concilio Vaticano II al confronto, al dialogo, alla simpatia per il mondo, per una responsabilità di evangelizzazione”.

A Prato la presentazione, oggi, del primo libro di catechismo scritto in simboli per i bambini disabili con difficoltà comunicative. Il testo ha per titolo  “Il Catechismo. In cammino tutti insieme”. Con l’occasione verranno distribuite gratuitamente un centinaio di copie del testo e verrà tenuta una breve lezione per catechisti e genitori sul suo utilizzo.

Nella diocesi del Papa, Roma, otto incontri sull’esortazione di Francesco “Gaudete et Exsultate”. Gli incontri prenderanno il via lunedì 8 ottobre e verranno protagonisti il cardinale vicario, Angela De Donatis e mons. Marco Frisina, rettore della Basilica di Santa Cecilia a Trastevere. Ritornando al Piemonte per il secondo anno consecutivo è stato proposto ai sacerdoti un corso intensivo di Bibbia e di archeologia a Gerusalemme. Hanno partecipato 35 sacerdoti, alcuni missionari, altri fidei donum, ma anche alcuni giovani, cinque diaconi, un laico.

Oggi pomeriggio festa nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea per l’ordinazione episcopale di mons. Francesco Massara chiamato alla guida della diocesi di Camerino - S. Severino Marche. A presiedere la celebrazione il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo.

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