Dalle diocesi, #rESTATEincammino per una nuova pastorale giovanile dopo il coronavirus

Da nord a sud le iniziative delle diocesi per i ragazzi in vista di una estate che sarà molto diversa

#rESTATEincammino
Foto: CEI
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Fino a pochi giorni lo slogan era #restateacasa. Uno slogan ancora valido anche si apre qualche spiraglio. E la Chiesa continua la sua missione. In  vista dell’estate, ormai alle porte, l’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei invita a declinare il #restateacasa in un #rESTATEincammino con l’invito  a progettare, organizzare e realizzare percorsi lungo gli antichi e nuovi Cammini, sia per fasce d’età sia specificatamente per famiglie.

Il tutto nel rispetto delle norme vigenti e in sicurezza nella consapevolezza che sarà una estate diversa come diverso sarà il nostro modo di vivere nei prossimi mesi. Non per questo bisogna “abbandonare” i luoghi e le realtà presenti nelle nostre parrocchie e a servizio della formazione e del’educazione come quelle sportive e legate all’inclusione sociale ripensando la loro presenza in un’ottica di comunione.

Sulla stessa scia la pastorale giovanile che ha preparato una proposta articolata per “fasi”, così da riuscire a “intercettare e valorizzare gli spazi che gradualmente si apriranno”. Tra le tante cose, dovute a questo periodo di emergenza molte le famiglie, anche egli stessi ragazzi, che avertono il bisogno di ritornare nei luoghi di aggregazione come sono gli oratori certamente con modalità nuove da studiare.

“E’ importante dire – ha spiegato il direttore dell’Ufficio, don Michele Falabretti -  che non sarà fatto nulla che non possa essere definito sicuro… È evidente la speranza che si possa arrivare a potersi incontrare, sia pure per piccoli gruppi. Ma questo non accadrà se le autorità competenti non daranno l’autorizzazione”. L’obiettivo è quindi nn far rimanere nella solitudine i bambini, ragazzi e giovani.

Nelle ultime settimane alcune iniziative hanno coinvolto gli uffici diocesani di pastorale giovanile.

A Roma dal 4 al 7 maggio “Pit stop. Fermiamoci ad ascoltare”. Una serie di videoconferenze suddivise per settori partendo, come ha detto il direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile don Antonio Magnotta dal “raccontarsi” e sul come “stiamo vivendo la relazione con i ragazzi, quali passi fatti, quali attese, quali bisogni e quali domande” condividendo qualche proposta anche estiva maturata in équipe diocesana, “che vorremmo valutare e costruire insieme”.

Ieri sera, sul canale YouTube della Pastorale giovanile di Asti, la preghiera sullo stile della comunità ecumenica francese di Taizé dal duomo della città e guidata dal vice parroco della Cattedrale don Francesco Secco. “La preghiera in stile Taizé – ha detto  il direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile don Rodrigo Limeira – è già conosciuta dai ragazzi, in quanto prima dell’emergenza sanitaria rappresentava un appuntamento mensile organizzato nelle varie parrocchie.

Inoltre la scorsa estate un gruppo di 40 ragazzi della Diocesi ha conosciuto da vicino la comunità ecumenica in occasione del pellegrinaggio guidato dal vescovo Marco Prastaro”. Rimanendo in Piemonte, questa settimana, l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia e mons. Guido Gallese, delegato per la Pastorale Giovanile di Piemonte e Valle D’Aosta,si sono confrontati con il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Primo frutto  è l’avvio di un progetto comune, chiamato “T.O.P. – Tavolo Oratori Piemonte”, per studiare e valutare le condizioni di praticabilità delle attività degli oratori estivi, in vista delle scelte – politiche e pastorali – che Regione e Diocesi piemontesi vorranno assumere su questo tema. Modalità nuove in tutte le diocesi per la pastorale giovanile “Se in Quaresima abbiamo chiesto ai ragazzi di entrare appieno, anche a livello spirituale, in questo tempo, lasciandosi interrogare dalla realtà e dal fatto che, nella vita, non siamo tanto noi a programmare quanto gli eventi a sfidarci e chiederci di darvi un senso, a Pasqua – detto al Sir il direttore dell’ufficio della diocesi di Civita Castellana,  Don Gianpiero Paolocci -  hanno condiviso il frutto della loro riflessione ed è nato un video, tra frasi e immagini, che poneva al centro le parole ‘coraggio’, ‘speranza’, ‘rinascita’”. La pastorale giovanile di Civita Castellana propone anche agli universitari una lectio divina, ogni due settimane, in diretta Facebook  e agli adolescenti “abbiamo chiesto di aiutarci ad animare una radio, realizzata da loro, in onda ogni giovedì alle 19 sempre su Facebook”.

In progetto video a cura della pastorale giovanile e vocazionale è stato avviato nella diocesi di Oristano, in Sardegna. “#sempreonline – Che rete hai con Dio?” che il nome dell’iniziativa che propone, per l’intero mese di maggio, “connessione” con Dio attraverso la testimonianza di alcune “reti” già esistenti per trovare il giusto “campo”. Ogni domenica un video con un’intervista.

Diamo anche qualche news dalle diocesi in Italia a parure dalla “preoccupazione” espressa dai vescovi pugliesi per la situazione critica che sta vivendo la storica testata de La Gazzetta del Mezzogiorno aupsicando che si giunga quanto prima ad una soluzione che non solo salvaguardi i numerosi posti di lavoro messi a repentaglio ma che essa possa continuare ad assicurare un servizio alla società civile del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Inoltre in questa settimana alcune nomine di vescovi, la promulgazione sulle virtù eroiche di alcuni sacerdoti e laici italiani. E poi il centenario di don Antonio Santoro, ex parroco della Natività di Maria a Bisaccia, nella diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia. Apprezzamento per il “servizio” e la “testimonianza” del sacerdote è stata espressa dal vescovo Pasquale Cascio.  E poi una notizia triste: la morte del vescovo emerito di Trieste e Vittorio Veneto.

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